Ricerca europea fra luci e ombre

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La competitività  di un Paese o di una regione economica passa anche per l’attenzione che i governi riservano al miglioramento del livello scientifico. La ricerca ègià  da molti anni stata riconosciuta giustamente come un formidabile motore per lo sviluppo economico, ma l’attenzione che viene riservata a questo settore varia moltissimo da una parte all’altra del pianeta.

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Boom di lavoratori dall’Europa orientale

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Prima il crollo della cortina di ferro e poi il progressivo spostamento in direzione est dei confini dell’Unione Europea hanno favorito negli ultimi anni il crescente arrivo di immigrati provenienti dalle nazioni dell’Europa orientale.

Il quotidiano “Il Sole 24 Ore”, elaborando i dati statistici diffusi dall’Istat, ha provato a tirare le somme del fenomeno. In percentuale rispetto al totale degli immigrati, nel 1998 essi costituivano il 38,4%, mentre dieci anni dopo hanno raggiunto il 52%. Inoltre, nove immigrati europei su dieci provengono dai Paesi dell’Est.

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Da Unioncamere un’iniezione di fiducia

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Nei giorni scorsi èstato presentato il consueto rapporto annuale di Unioncamere, che raccoglie i dati rilevati dalle oltre cento Camere di Commercio sparpagliate nel territorio italiano.
Nel rapporto si traggono, in questa fase di crisi, alcune indicazioni positive e apprezzabili.

Nonostante infatti la regressione dei livelli del Prodotto Interno Lordo, infatti, le imprese italiane stanno in questi mesi affrontando una fase di razionalizzazione, di taglio delle inefficienze e di riposizionamento sui mercati (armi difensive contro la crisi) che potranno costituire pi๠avanti, al momento della ripresa, potenti armi offensive per competere lungo i mercati internazionali.

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L’azione revocatoria ordinaria

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Il Codice Civile consente al creditore numerose strade da seguire per avere soddisfazione contro il debitore inadempiente. Uno degli strumenti previsti dal nostro ordinamento èl’azione revocatoria ordinaria (definita tale per distinguerla dalla pi๠complessa revocatoria fallimentare), già  nota nell’antica Roma come “actio pauliana”.

E pari pari a quanto stabilito nel diritto romano, i tratti principali dell’azione sono arrivati fino a noi.

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Accettazioni bancarie

Fino a qualche anno fa erano considerati uno dei pi๠innovativi contratti bancari arrivati nel nostro Paese dal mondo anglosassone, ma oggi sembrano già  stati superati da altre tipologie di rapporti giuridici pi๠moderni; e in realtà  in Italia le accettazioni bancarie hanno sempre avuto una diffusione tutto sommato modesta.

E, tuttavia, sono molti gli esperti che trovano in esse delle notevoli potenzialità  latenti, e non si puಠquindi escludere che un giorno esse possano rinascere a novella vita.

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Aprire un negozio online di e-commerce

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La tipologia di commercio pi๠tipica dei nostri anni èquella che avviene on line: l’e-commerce, che sta rivoluzionando i traffici di merci nazionali e internazionali, e oggi siamo solamente all’alba del fenomeno.

A dispetto delle apparenze, tuttavia, non vi sono grandi differenze di tipo sostanziale rispetto al commercio tradizionale: sebbene le modalità  di pagamento e quelle di contatto fra cedente e cessionario siano innovative, la sostanza dei contratti di compravendita posti in essere, in realtà , non cambia granchè.

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Vendita a distanza

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Un fenomeno tipico dei nostri tempi èquello delle vendite a distanza: per corrispondenza e, soprattutto, per televisione (le famose “televendite”).

Fermi restando gli ordinari requisiti, i venditori devono provvedere ad informare preventivamente la polizia di Stato della loro attività  prima dell’avvio, al fine di ottenere una specifica licenza. Inoltre, in caso di trasmissione televisiva o radiofonica, l’editore del mezzo di comunicazione ètenuto a verificare che il venditore possieda tutti i requisiti richiesti.

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Differenze tra esercizi commerciali

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Quelle che sono state citate sono le procedure amministrative per l’apertura della maggior parte degli esercizi commerciali. Vediamo ora le peculiarità  di alcune attività  particolari.

Se s’intende aprire un centro commerciale, occorre seguire distintamente due procedure: quelle specifiche per ogni singolo negozio interno al centro, che dovranno essere eseguite dai singoli titolari, e una relativa al centro nel suo complesso da parte della società  che lo gestisce.

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Superficie dei locali adibiti a negozio

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La legge sul commercio definisce esercizi di vicinato i locali commerciali la cui superficie non supera i 150 metri quadrati, o 250 se la popolazione del Comune supera i diecimila abitanti. I medi esercizi commerciali, invece, superano le soglie indicate fino ad attestarsi ad un massimo, rispettivamente, di 1.500 e 2.500 metri quadrati. Se invece si superano anche questi limiti, si parlerà  di grande struttura di vendita.

Per calcolare la superficie deve farsi riferimento alle aree dove effettivamente viene esercitato il commercio ai terzi, escludendo quindi depositi, uffici, parcheggi o spazi di altro genere.

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Aprire un negozio di somministrazione di alimenti

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Oltre ai requisiti indicati, l’imprenditore che intende commerciare prodotti alimentari deve rispettare un’altra condizione: deve essere formalmente abilitato a svolgere quest’attività , per ovvi motivi di tutela dei consumatori e garanzia del rispetto delle norme igieniche.

Esistono fondamentalmente due strade seguibili per soddisfare questa condizione. La prima possibilità  èquella di seguire un corso professionale riconosciuto ufficialmente dalla Regione. La seconda èquella di aver svolto per almeno due anni nell’ultimo quinquennio il ruolo di dipendente (oppure di coniuge, familiare o affine dell’imprenditore in un’impresa familiare) di un altro negozio nel ruolo di addetto agli alimentari.

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Requisiti per aprire un negozio

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Tutti gli imprenditori commerciali devono garantire la presenza di una serie di requisiti di onorabilità : questi sono richiesti sia a tutela dei consumatori e dei terzi in genere, sia per imporre una sanzione accessoria a carico di chi sia giudicato colpevole per questioni di vario genere.

In particolare, non possono avviare un’attività  commerciale (o proseguire) coloro che:

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Come aprire un negozio

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In una precedente guida, si sono descritte nel dettaglio le procedure fiscali e presso la Camera di Commercio previste per aprire un’attività  d’impresa: obbligazioni che ricadono indistintamente su tutte le aziende.

Dal punto di vista amministrativo, invece, sono richiesti altri adempimenti, che tuttavia variano secondo la tipologia di impresa che si intende aprire. Vediamo dunque di approfondire gli aspetti legati alle attività  commerciali, definite come l’insieme delle aziende la cui funzione èquella di vendere beni in cambio di un corrispettivo in denaro.

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I doveri del lavoratore: l’obbedienza e la fedeltà 

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L’articolo 2086 del Codice Civile stabilisce a chiare lettere che “l’imprenditore èil capo dell’impresa”.

Di conseguenza, il secondo comma dell’articolo 2104 impone al lavoratore subordinato di obbedire alle disposizioni che dall’imprenditore stesso sono emanate, oppure che – in sua vece – provengono dagli altri lavoratori che nella scala gerarchica dell’azienda sono posti ad un livello superiore.

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I doveri del lavoratore: la diligenza

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A seconda del tipo di attività  svolta e del contratto in essere, sul prestatore di lavoro ricadono numerosi obblighi da rispettare scrupolosamente. Leggi speciali che tutelano specifici interessi, dalla privacy alla sicurezza sul luogo di lavoro, impongono che il dipendente rispetti delle regole particolari, talvolta molto dettagliate.

Ma, al di là  delle situazioni specifiche, esistono tre doveri generali che incombono su tutti i lavoratori subordinati, senza eccezione: si tratta degli obblighi di diligenza, obbedienza e fedeltà , che sono imposti dal Codice Civile agli articoli 2104 e 2105.

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Festival dell’Economia a Trento

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Il capoluogo tridentino ospiterà  fra il 29 maggio e il primo giugno la quarta edizione del Festival dell’Economia, un incontro internazionale di grande risonanza sui temi dello sviluppo sostenibile e della finanza globale.

Come negli anni passati, la città  di Trento attende con impazienza lo svolgersi della kermesse, da cui si attende un consistente ritorno economico soprattutto sul fronte della ricettività  e della ristorazione: nell’edizione del 2008, spiegano i dirigenti comunali, vi èstato un ritorno di due milioni e trecentomila euro circa, a fonte di circa un milione di euro di spese.

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