Le professioni più colpite dalla crisi economica nel 2014

di GianniPug Commenta

Sono passati ormai diversi anni da quando l’Italia, come molti altri paesi d’Europa, è entrata ufficialmente in recessione a causa del dilagare delle crisi economica, e questo fenomeno non ha tardato ad influire pesantemente anche sul mercato del lavoro. Il mercato delle professioni lavorative, quindi, è venuto piano piano a cambiare e mentre alcuni settori hanno continuato a godere di una certa stabilità, altri hanno subito in pieno le deflazioni della crisi.

Secondo una recente statistica la professione lavorativa che in Italia ha subito più pesantemente i rovesci della crisi economica è stata quella del ragioniere. A partire dal 2008 ad oggi, infatti, nel giro di circa sei anni, gli occupati del settore contabile sono diminuiti di oltre 441 mila unità, pari a circa il 40 per cento del settore.

Ad avere la peggio sono poi stati anche imprenditori e amministratori delle piccole e medie imprese italiane, i quali hanno subito la recessione che ha investito questa parte del settore produttivo italiano. Al fallimento delle imprese si è accompagnato, cioè, anche il decremento del numero delle figure professioni attive nell’ambito. Costoro in circa sei anni sono infatti diminuiti di circa 225 mila unità, pari al 38 per cento del settore.

Ma non è finita qui. Tra le professioni lavorative più colpite dalla crisi economica ci sono anche moltissime figure del settore dell’edilizia, uno dei più colpiti dalla recessione in Italia. Hanno così perso il lavoro muratori, carpentieri e ponteggiatori, per un totale di 177 mila unità, pari al 24 per cento.

Negativa infine anche la situazione di operai specializzati del settore legno, del tessile e dell’abbigliamento, insieme alla categoria degli insegnanti, alle forze di polizia e ai vigili del fuoco. 

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