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Andamento mercato immobiliare 2009

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E’ uno degli effetti della crisi quello che in questi giorni viene riportato dai maggiori quotidiani d’informazione economica, il calo considerevole del fatturato nel mercato immobiliare.

Secondo il Sole 24ore che riporta i dati forniti dall’istituto Scenari Immobiliari, le compravendite si sono ridotte del 15% in generale, con un calo del fatturato del 9,6% per quanto riguarda il settore residenziale, e ben del 20% per quanto riguarda il settore turistico.

Le valutazioni confermano ed anzi amplificano quelle che erano le previsioni d’inizio anno, e, se nei prossimi mesi l’andamento non dovesse migliorare, a fine anno si avrà  un calo generale del 9,1% rispetto allo scorso anno, il 2008.


Sebbene ci si aspetti un lieve miglioramento nei prossimi mesi, èdifficile pensare ad un inversione di tendenza almeno fino al prossimo anno.

La causa, secondo i responsabili dello studio sono essenzialmente da ricercarsi nel basso potere di acquisto delle famiglie, che fa si che esse non siano in grado di accedere all’offerta. Le banche hanno infatti ridotto al 60% la quota mutuabile sul totale del costo dell’immobile.

Ma un problema ancora pi๠serio èla difficoltà  che i potenziali clienti incontrano con la questione dei mutui bancari. In questi anni infatti le banche richiedono sempre pi๠garanzie e si fa pi๠lunga e tortuosa la trafila burocratica che occorre per ottenere il finanziamento e l’accesso al mutuo.

Ciಠcontribuisce pesantemente a rallentare la compravendita con gli effetti negativi per il settore.

E dire che, secondo l’istituto, nonostante il potere d’acquisto sia ridotto rispetto al passato, i potenziali compratori ci sono, e sono tanti, stimati in circa un milione di unità , prevalentemente tra i giovani e gli stranieri.

Il guaio èche si tratta di fasce deboli, che premono per l’acquisto ma sono anche quelli che non possono offrire tutte quelle garanzie che le banche attualmente richiedono per attivare un mutuo.

Tutto potrebbe sbloccarsi quindi, a fronte di una maggiore apertura da parte degli istituti di credito, che perà², per via della situazione finanziaria difficile e probabilmente per prudenza, non sembrano ancora propensi ad andare in quella direzione.