Salva Risparmiatori, come funziona la norma

di Fabiana Commenta

 

Inserito all’interno del Decreto Crescita anche l’atteso Salva Risparmiatori, la norma che consente le regole per il risarcimento per tutti coloro che avevano obbligazioni subordinate o azioni delle banche colpite dal crac. 

Per usufruire del risarcimento è necessario però rientrare in determinati parametri di reddito o patrimonio anche se saranno necessari ulteriori passaggi affinché diventino effettivamente operativi. Serviranno due diversi decreti attuativi e poi, da quel momento, potranno anche partire le domande di rimborso perché si deve attendere lo specifico decreto ministeriale dell’Economia con le modalità di presentazione dell’istanza che renderà note anche le risorse a disposizione. 

Possono usufruire della norma Salva Risparmiatori tutte le fisiche, gli imprenditori individuali anche agricoli e coltivatori titolari di azioni oppure di obbligazioni subordinate alla data di messa in liquidazione della banca (Banca Etruria, Banca Marche, Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti).

Potranno avere diritto al risarcimento previsto anche i successori mortis causa (gli eredi), il coniuge o il soggetto legato in unione civile, ma anche il convivente more uxorio o di fatto, i parenti entro il secondo grado in seguito a trasferimento di atto fra vivi.

Ma in tutti i casi, sia da parte del risparmiatore sia da parte di uno degli aventi diritto, sarà necessario rispettare alcune condizioni. 

È necessario possedere un patrimonio mobiliare sotto i 100mila euro e potrebbe essere elevato a 200mila euro con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il patrimonio mobiliare è quello posseduto al 31 dicembre 2018, escludendo gli strumenti finanziari oggetto del risarcimento o in alternativa è necessario avere un Reddito IRPEF inferiore a 35mila euro nel 2018. 

 

DECRETO CRESCITA, LE MISURE INSERITE

PHOTO CREDITS | THINKSTOCK

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