Quota 100 e reddito di cittadinanza, Boeri attacca la manovra

di Fabiana Commenta

Sulle pensioni anticipate i soldi previsti non basteranno. Dobbiamo ancora fare le ultime valutazioni sul decreto, ma il rischio di non rispettare il tetto di spesa c’è. E le tasse sono destinate ad aumentare. La durata triennale potrà spingere ad anticipare le uscite soprattutto nel privato e il divieto di cumulo è sbagliatissimo: finirà per alimentare il lavoro nero. Ci obbligherà a mandare ispettori per controllare che non versino i contributi!

A distanza di pochi giorni dalla firma del decreto, il presidente dell’Inps, Tito Boeri attacca i due provvedimenti cardine del governo Lega-5Stelle, fulcro della manovra. 

Nell’intervista rilasciata a La Stampa, Boeri parla di mole impressionante di lavoro, ma attacca anche il reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. 

Secondo Boeri il reddito, così come è stato concepito, va contro le famiglie povere dove sono concentrati i poveri.

“Una famiglia con tre figli prende il doppio di un single, una famiglia con cinque figli lo stesso” spiega Boeri. 

Va bene il sostegno alla povertà, ma il presidente dell’Inps parla di “incongruenze nel testo” che finiscono per penalizzare i lavoratori del Sud. 

“La misura spiazza il lavoro al Sud. Un single con reddito zero può aspirare a 9.360 euro all’anno: sa quanti sono i lavoratori dipendenti al Sud che hanno redditi da lavoro inferiori a quella somma? Il 43 per cento. Ciò significa che quasi un giovane su due da quelle parti potrà essere messo di fronte a due alternative entrambe allettanti: smettere di lavorare o essere pagato in nero per ottenere comunque il sussidio”. 

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