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Per le imprese liguri il futuro si chiama zona franca

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Sebbene i progetti del governatore Burlando sull’innovazione tecnologica, per la gran parte delle imprese operanti in Liguria, soprattutto di piccole e medie dimensioni, ben pi๠coinvolgente èl’ipotesi della zona franca.

Il Comune costiero di Ventimiglia (IM), l’ultimo prima del confine con la Francia, spera infatti di poter diventare presto una terra dove le piccole aziende siano esenti dall’imposizione fiscale. Questa innovazione non solo potrebbe arrecare un giovamento enorme, com’ ovvio, alle imprese ivi localizzate, ma avere un effetto a catena benefico sull’intera economia ligure.

Nei prossimi mesi dovrebbero infatti arrivare a termine il progetto istitutivo di ventidue zone franche site in aree urbane a forte disagio sociale ed economico, di cui Ventimiglia sarà  l’unica localizzata nel Nord. Sarà  anche la pi๠piccola di tutte, e le imprese che vi saranno avviate godranno di rilevantissimi sgravi fiscali in termini di IRPEF, IRAP, ICI e contributi previdenziali.


Ma il futuro dell’imprenditoria ligure dovrebbe passare anche per le rotaie della ferrovia, già  da tempo oggetto di profondi lavori di ampliamento. Sarà  fondamentale, in particolare, portare a termine il potenziamento dello snodo di Genova, punto d’incrocio fra i traffici costieri delle merci e quelli da e verso i comprensori di Torino e Milano.


Nella direzione opposta, si procede a tappe serrate verso il sistema integrato dei porti mercantili di Genova, Savona e La Spezia, che nelle intenzioni dovrà  rafforzare la già  storica apertura della Regione per i traffici marittimi.

In questo quadro di prospettive notevoli, rimane perಠsecondo molti analisti un punto debole da non sottovalutare. Sono molto scarsi i progetti diretti a rafforzare la fragile economia dei pi๠poveri Comuni liguri, quelli dell’entroterra montano, che da anni chiedono invano pi๠attenzione.