Inps, le nuove soglie per la cessione del quinto delle pensioni

di Fabiana Commenta

Arriva da parte dell’Inps la revisione della convenzioni stipulate per la cessione del quinto dello stipendio e della pensione in seguito alle modifiche introdotto con decreto emanato dal Mef il 27 marzo. 

La conferma delle modifiche arriva dall’istituto attraverso una nota che spiega come siano state modificate le classi d’importo rilevanti ai fini delle operazioni di cessione del quinto dello stipendio e della pensione. 

Se fino a oggi le soglie erano state stabilite entro i 5.000 euro e sopra i 5.000 euro (e variabili in base all’età del pensionato che poteva essere inferiore a 59 anni, tra 60 e 69 anni e tra 70 e 79 anni) da adesso in poi saranno rimodulate secondo nuovi parametri, sotto i 15.000 euro e sopra 15.000 euro. 

La convenzione dell’Inps si riferisce ai parametri che sono stati fino ad oggi vigenti per calcolare i tassi di soglia convenzionali, ma alla luce del decreto tali tassi non sono più convenzionati. L’Istituto, che al momento risulta impossibilitato nell’immediatezza agli adeguamenti tecnici e contrattuali, ”intende avvalersi della facoltà di recesso unilaterale dalle convenzioni finora stipulate con le banche e gli intermediari finanziari, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto stesso” sulla base dell’articolo 16 dello schema di Convenzione, approvato con determinazione presidenziale n.  43  del 30 marzo 2016.

Seguiranno apposite comunicazioni formali a ciascuna delle società interessate’

Comunica l’Inps spiegando che tutte le società in regime di convenzionamento potranno stipulare i nuovi contratti di finanziamento a far data dal 1 aprile 2017 in regime di accreditamento prima di un successivo regime di convenzionamento a seguito dell’approvazione di un nuovo schema convenzionale da parte di questo Istituto. Ma come funziona la cessione del quinto della pensione?

Si tratta di un’operazione di credito al consumo che viene rimborsata dal soggetto finanziato attraverso la cessione “pro solvendo” agli istituti di credito di una quota (fino a un massimo di un quinto appunto) del proprio trattamento pensionistico. La rata di rimborso è mensile ed è trattenuta direttamente su ogni busta paga direttamente dall’Ente Pensionistico che provvede poi a riversarla all’istituto finanziatore. L’importo della rata e la durata del prestito dipendono dalla scelta del pensionato, ma in ogni caso la Rata di rimborso non può essere superiore ad un quinto della pensione mensile netta ed il prestito dovrà avere una durata compresa tra un minimo di 24 mesi e un massimo di 120 mesi.

photo credits | thinkstock

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