Agenzia delle Entrate, i controlli contro l’evasione fiscale

di Fabiana Commenta

Arrivano i controlli dell’Agenzia delle Entrate rivolta a redditi o altre somme portate all’estero e non dichiarate: i contribuenti “a rischio” dovranno rispondere a un questionario per poter spiegare le eventuali anomalie su conti esteri, ma anche plusvalenze finanziarie, redditi da lavoro tassati in altri paesi.

La lettera in sostanza offre al contribuente 15 giorni per rispondere e andare a fornire spiegazioni regolarizzando la propria posizione inviando la documentazione necessaria o iniziando un percorso di regolarizzazione.

Il contribuente viene invitato a presentare una dichiarazione dei redditi integrativa con il quadro RW correttamente compilato con poche indispensabili informazioni: 

1codice fiscale, cognome e nome del contribuente

2numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta

3codice atto

4modalità per regolarizzare la propria posizione, avvalendosi del ravvedimento operoso

5modalità per richiedere informazioni o per eventuali precisazioni utili a chiarire l’anomalia segnalata, rivolgendosi alla direzione provinciale competente.

È indispensabile che il contribuente risponda agli inviti scritti onde evitare sanzioni che vanno da 250 a 2mila euro prevista dal dlgs 471/1997 (articolo 11) oltre al rischio che vengano avviati dei veri e propri controlli fiscali.

L’operazione prende il via tramite la compliance e arriva in seguito alla cooperazione fiscale internazionale (CRS – Common Reporting Standard) che offre la possibilità di poter avviare uno scambio di informazioni automatiche, in chiave anti-evasione fiscale.

In base ai dati dell’ultimo report Ocse, sono 100 pi paesi che aderiscono al CRS (previsto nel 2014 ma di fatto operativo dal 2017), fra i quali anche l’Italia.

L’accordo sembra offrire i suoi frutti visto che tramite il protocollo internazionale gli intermediari finanziari possono comunicare alle autorità fiscali dei rispettivi paesi i dati dei clienti che hanno attività, conti o investimenti in paesi esteri facendo scattare controlli anti evasione.

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