Cgia, gli effetti dell’aumento dell’Iva sulle famiglie italiane

di Emma Commenta

Lo spettro dell’aumento dell’Iva si fa sempre più concreto e le notizie per le famiglie italiane sono pessime: è quanto sostiene la Cgia elaborando una simulazione di carattere teorico che conferma gli effetti economici dell’aumento dell’Iva.

iva, L'IVA aumenta a gennaio 2013

Ogni famiglia italiana potrebbe subire nel corso del 2019 un incremento medio di imposta pari a 242 euro: per la precisione si parla di un incremento di 284 euro per famiglia al Nord, di 234 euro nel Centro e di 199 euro nel Mezzogiorno. Per scongiurare l’aumento nel 2018 dovrebbero essere trovati ben 12,4 miliardi evitano che l’aliquota ordinaria passi dal 22 al 24,2% e quella ridotta dal 10 all’11,5%. Ma se non dovesse essere disinnescato l’aumento, dal 2019 l’Italia diventerà ill Paese con aliquota Iva ordinaria più alta dell’area dell’Euro passando dall’attuale 22% al 24,2% facendoci diventare il più tartassati dei paesi in area euro.

Bisogna assolutamente evitare l’aumento dell’Iva. Non solo perché colpirebbe in particolar modo le famiglie meno abbienti e quelle più numerose, ma anche perché il ritocco all’insù delle aliquote avrebbe un effetto recessivo per la nostra economia. Ricordo che il 60% del Pil nazionale è riconducibile ai consumi delle famiglie. Se l’Iva dovesse salire ai livelli record previsti, per le botteghe artigiane e i piccoli commercianti sarebbe un danno enorme, visto che la stragrande maggioranza dei rispettivi fatturati è attribuibile alla domanda interna.

Ricorda Paolo Zabeo della Cgia cui fa eco Renato Mason, segretario Cgia.

Se è vero che in questi 45 anni abbiamo subito l’incremento d’aliquota più significativo, è altresì vero che nel 1973 quella applicata in Italia era, tranne la Germania, la più contenuta. Tuttavia, se l’aumento previsto non sarà ulteriormente spostato in avanti, dal 2019 i consumatori saranno sottoposti all’aliquota Iva ordinaria più alta in Ue, con un serio rischio che l’economia sommersa assuma dimensioni ancor più preoccupanti.

In pratica l’aumento dell’iva toccherebbe ogni bene e servizio: passerebbero dal 10% al 11,5% carni, pesce, spezie, cacao, prodotti della pasticceria e biscotteria, ma anche cioccolato, energia elettrica, piante e fiori, spettacoli teatrali, attività circensi, somministrazione alimenti e bevande.

Passerebbero dal 22 al 24,2% invece abbigliamento, calzature, elettrodomestici, mobili; articoli di arredamento; biancheria per la casa, ma anche lavanderia e tintoria; auto e mezzi di trasporto; pezzi di ricambio, olio e lubrificanti; manutenzioni e riparazioni, onorari liberi professionisti.

IVA, NUOVO MODELLO 2018

photo credits | think stock

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