Cgia, gli effetti dell’aumento dell’Iva sulle famiglie italiane

di Fabiana Commenta

Lo spettro dell’aumento dell’Iva si fa sempre più concreto e le notizie per le famiglie italiane sono pessime: è quanto sostiene la Cgia elaborando una simulazione di carattere teorico che conferma gli effetti economici dell’aumento dell’Iva.

Ogni famiglia italiana potrebbe subire nel corso del 2019 un incremento medio di imposta pari a 242 euro: per la precisione si parla di un incremento di 284 euro per famiglia al Nord, di 234 euro nel Centro e di 199 euro nel Mezzogiorno. Per scongiurare l’aumento nel 2018 dovrebbero essere trovati ben 12,4 miliardi evitano che l’aliquota ordinaria passi dal 22 al 24,2% e quella ridotta dal 10 all’11,5%. Ma se non dovesse essere disinnescato l’aumento, dal 2019 l’Italia diventerà ill Paese con aliquota Iva ordinaria più alta dell’area dell’Euro passando dall’attuale 22% al 24,2% facendoci diventare il più tartassati dei paesi in area euro.

Bisogna assolutamente evitare l’aumento dell’Iva. Non solo perché colpirebbe in particolar modo le famiglie meno abbienti e quelle più numerose, ma anche perché il ritocco all’insù delle aliquote avrebbe un effetto recessivo per la nostra economia. Ricordo che il 60% del Pil nazionale è riconducibile ai consumi delle famiglie. Se l’Iva dovesse salire ai livelli record previsti, per le botteghe artigiane e i piccoli commercianti sarebbe un danno enorme, visto che la stragrande maggioranza dei rispettivi fatturati è attribuibile alla domanda interna.

Ricorda Paolo Zabeo della Cgia cui fa eco Renato Mason, segretario Cgia.

Se è vero che in questi 45 anni abbiamo subito l’incremento d’aliquota più significativo, è altresì vero che nel 1973 quella applicata in Italia era, tranne la Germania, la più contenuta. Tuttavia, se l’aumento previsto non sarà ulteriormente spostato in avanti, dal 2019 i consumatori saranno sottoposti all’aliquota Iva ordinaria più alta in Ue, con un serio rischio che l’economia sommersa assuma dimensioni ancor più preoccupanti.

In pratica l’aumento dell’iva toccherebbe ogni bene e servizio: passerebbero dal 10% al 11,5% carni, pesce, spezie, cacao, prodotti della pasticceria e biscotteria, ma anche cioccolato, energia elettrica, piante e fiori, spettacoli teatrali, attività circensi, somministrazione alimenti e bevande.

Passerebbero dal 22 al 24,2% invece abbigliamento, calzature, elettrodomestici, mobili; articoli di arredamento; biancheria per la casa, ma anche lavanderia e tintoria; auto e mezzi di trasporto; pezzi di ricambio, olio e lubrificanti; manutenzioni e riparazioni, onorari liberi professionisti.

IVA, NUOVO MODELLO 2018

photo credits | think stock

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