Sospensione cartella esattoriale Equitalia 2013

di GianniPug Commenta

Dopo una serie di conferme ufficiali arrivate da parte di Equitalia e dall’amministrazione finanziaria gestita dall’Agenzia delle Entrate è possibile fornire una panoramica generale di tutte le novità fiscali relative all’anno 2013 per quanto riguarda le cartelle esattoriali e gli adempimenti fiscali a cui dovranno attenersi i contribuenti italiani

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Dopo una serie di conferme ufficiali arrivate da parte di Equitalia e dall’amministrazione finanziaria gestita dall’Agenzia delle Entrate è possibile fornire una panoramica generale di tutte le novità fiscali relative all’anno 2013 per quanto riguarda le cartelle esattoriali e gli adempimenti fiscali a cui dovranno attenersi i contribuenti italiani.

Entrando nel dettaglio, questi sono i principali punti in questione:

  • sospensione delle cartelle pazze
  • piano di rateazione lungo
  • riduzione dell’aggio di riscossione

Una notizia che farà sicuramente piacere ai molti contribuenti italiani vittime di cartelle esattoriali pazze da parte di Equitalia, è la possibilità di ottenere con iù facilità l’annullamento delle stesse. Tale possibilità è entrata infatti in vigore dallo scorso 1 gennaio 2013 quando l’amministrazione finanziaria ha consentito ai contribuenti debitori di ottenere una sospensione della riscossione di quanto dovuto all’Agenzia delle Entrate. E’ stata inoltre stata messa in piedi una procedura snella e facilitata per poter dimostrare l’inesattezza dell’importo notificato da parte di Equitalia e quindi una maggiore semplicità per chiedere l’annullamento di una cartella esattoriale pazza.

Si fa riferimento in particolare infatti alle cartelle esattoriali pazze, cioè tutte quelle notifiche da parte di Equitalia che sono state inviate per errore dalla stessa società di riscossione. Spesso tali cartelle venivano infatti notificate a contribuenti che avevano già provveduto a saldare il suo debito con il Fisco.

Ci si riferisce nello specifico ad una serie di casi riguardano una serie di somme interessate da:

  • prescrizione o decadenza del credito, prima della formazione del ruolo
  • provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore
  • sospensione amministrativa (dell’ente creditore) o giudiziale
  • sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte
  • un pagamento effettuato, prima della formazione del ruolo
  • qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito

Foto | Lionel Bonaventure/AFP/Getty Images

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