Stralcio dei debiti sotto i mille euro, come funziona?

di Fabiana Commenta

In attesa della legge di conversione sono arrivate una serie di modifiche al Senato sul decreto fiscale: confermato però lo stralcio dei debito sotto i mille euro, provvedimento che dovrebbe rimanere tale anche dopo il passaggio alla Camera. In sostanza, si tratta di uno stralcio automatico che il Fisco va ad effettuare automaticamente relativamente ai debiti oggetto di stralcio: non occorre fare domande o procedure, visto che lo stralcio viene effettuato d’ufficio.

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Attenzione però perché tutte le somme che sono state pagate prima del 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del decreto) al Fisco, ormai risultano versate a differenza di quelle che verranno versate dopo che verranno invece rimborsate. 

Lo stralcio, così come dovrebbe essere approvato, prevede che vengano automaticamente annullate le cartelle esattoriali di importo inferiore ai mille euro che siano state affidate all’agente della riscossione nel periodo compreso fra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010. 

L’importo viene calcolato alla data del 24 ottobre 2018 e comprende capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni. 

L’annullamento è automatico e senza necessità i inoltrare domanda e sarà effettuato alla data del 31 dicembre 2018. Spetterà all’agente di riscossione comunicare l’annullamento delle cartelle. 

Sembra però che alcuni debiti non possano rientrare nello stralcio che non viene applicato ai debiti relativi all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione, ai debiti che derivano dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea praticamente dalle condanne che siano state pronunciate dalla Corte dei conti, a multe, ammende e sanzioni pecuniarie in seguito a provvedimenti e sentenze penali di condanna.

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