Circolare aliquota Iva 22% Agenzia delle Entrate

di GianniPug Commenta

Il tentativo di far cadere il Governo da parte di Berlusconi proprio negli ultimi giorni di settembre con la motivazione dell’ormai inevitabile aumento dell’Iva ha distolto l’opinione pubblica dal problema, ma non lo ha cancellato.

Foto | Tim Sloan/AFP/Getty Images

Una circolare dell’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di chiarimenti relativi all’aumento dell’aliquota Iva, l’imposta per il valore aggiunto, al 22% a partire dallo scorso 1 ottobre 2013. Lo scatto dal 21% al 22% fu stabilito dall’allora Governo Berlusconi, ma lo stesso Governo Letta aveva speso diverse dichiarazioni sulla cancellazione dell’intervento.

 

Il tentativo di far cadere il Governo da parte di Berlusconi proprio negli ultimi giorni di settembre con la motivazione dell’ormai inevitabile aumento dell’Iva ha distolto l’opinione pubblica dal problema, ma non lo ha cancellato. Le risorse non sono state trovate l’imposta sul valore aggiunto è puntualmente aumentata allo scoccare della mezzanotte del 1 ottobre 2013.

Adesso l’Agenzia delle Entrate ha emesso la circolare n. 32/E del 5 novembre 2013, con la quale ricorda che è stato il decreto legge n. 98 del 2011, modificato dal D.L. 76 del 2013 a stabilire l’aumento Iva dal 21 al 22% dal 1 ottobre 2013. L’Agenzia, guidata da Attilio Befera, tende a precisare anche che la nuova aliquota Iva 22% sarà applicata su tutte quelle  operazioni effettuate a partire dalla entrata in vigore dell’aumento, quindi dal 1 ottobre 2013.

Già un precedente comunicato stampa del ministero del Tesoro aveva tentato di fornire una serie di delucidazioni e di chiarimenti inerenti l’applicazione della nuova aliquota Iva al 22%. Il Tesoro si era infatti occupato di chiarire a tutti che come era avvenuto nel caso dell’aumento Iva 2012, cioè quello che aveva portato l’aliquota al livello del 21%, quando nella fase di prima applicazione ragioni di ordine tecnico impediscano di adeguare in modo rapido i software per la fatturazione  e i misuratori fiscali, gli operatori hanno la possibilità regolarizzare le fatture emesse e quindi anche i corrispettivi annotati in modo non corretto effettuando la variazione in aumento.

L’Agenzia delle Entrate tende anche a precisare che questa procedura di regolarizzazione non comporta alcun tipo di sanzione a carico del contribuente. Dovranno però essere rispettati una serie di obblighi e scadenze, ovvero:

  • per i contribuenti con periodo di liquidazione mensile entro la data di versamento dell’acconto Iva , ossia il 27 dicembre in relazione alle fatture emesse per i mesi di ottobre e novembre
  • per i contribuenti con liquidazione trimestrale, entro i termini di liquidazione annuale, per le fatture emesse nell’ultimo trimestre.

Foto | Tim Sloan/AFP/Getty Images

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