Riscatto di laurea, come funziona

di Fabiana Commenta

Riscatto della laurea: come funziona ai fini previdenziali? In sostanza il nuovo riscatto flessibile consente di poter riscattare dei periodi di buco contributivo per un massimo di 5 anni.

Ogni singolo lavoratore potrà pertanto decidere quanti contributi versare all’Inps per far valere come lavorativi gli anni dell’Università: ovviamente al versamento di contributi minori corrisponderà una pensione più bassa. Esiste però il vantaggio di poter andare in pensione 4-5 anni prima invase ala durata del proprio corso di laurea.

Il riscatto flessibile interessa i laureati under 45 che lavorano dal 1996: saranno loro a poter decidere se versare una parte dei soldi necessari per riscattare la laurea ricevendo però in cambio un assegno più basso.

Gli under 45 hanno possono portare in detrazione per il 50% il costo del riscatto degli anni di laurea che verrà detratto in cinque quote annuali. 

Non possono essere riscattati gli anni fuori corso mentre possono essere riscattati:

i diplomi universitari i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni; 

i diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni; 

i diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni; i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;

i titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509 ovvero Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.

RISCATTO DELLA LAUREA A FINI PENSIONISTICI, COME FUNZIONA?

photo credits | thin stock

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