Cartelle, la rottamazione tasse locali a rischio

di Fabiana Commenta

A rischio milioni di cartelle esattoriali relative alle tasse locali e che erano state rottamate: il rischio concreto arriva dal Sole 24 Ore che riporta la sentenza della Consulta che  ha bloccato l’estensione delle norme su Equitalia alle società scorporate del fisco locale che si occupano della riscossione dei tributi in moltissimi Comuni in tutta Italia.

Secondo la Consulta si tratta in effetti di enti locali che non possono essere però essere equiparate a un servizio pubblico: per questo non verrebbe prevista alcuna maxiproroga sulla rottamazione di crediti vecchi e pertanto difficili da esigere. Nel mirino della Consulta arrivano allora milioni di cartelle che riguardano il periodo 2000-2006: si tratta nel dettaglio di tributi relativi ad su Ici, Tarsu, multe e molti altri tributi locali disseminati in diversi Comuni italiani. Cartelle del genere verrebbero coinvolte nello stralcio automatico nel caso in cui fossero inferiori ai mille euro oppure verrebbero inserite all’interno delle tre rottamazioni di questi anni per agevolare la cancellazione dei vecchi debiti, eliminando anche interessi e sanzioni. Ma, secondo la legge e quindi secondo la Consulta, stralcio e rottamazione sono sono riferiti ai carichi “affidati all’agente della riscossione” e dato che questi enti distaccati di fatto non sono agenti della riscossione, l’applicazione di stralcio e rottamazioni anche alle loro cartelle sarebbe pertanto illegittima. La conseguenza è chiara: tutte le cartelle stralciate o rottamate, in pratica, tornerebbero a vivere, con tanto di obblighi per chi le gestisce per provarla a riscuoterle i nuovo e integralmente con tanto di interesse e di sanzioni aggiuntive. 

Solo oltre 80 le società scorporate abilitate dal ministero dell’Economia in tutta Italia come ad esempio la Sogert e la Soget che sono fra le più grandi e altre decine di società locali. 

 

ROTTAMAZIONE TER, CHI PUO’ ADERIRE

 

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