Accertamento mancata presentazione dichiarazione IMU

di Vito Verna Commenta

L'avviso di accertamento, che non potrebbe comunque venir inviato oltre il quinto anno dall'infrazione, dovrebbe rispettare tutta una serie di particolari procedure che, una volta correttamente espletate, non potrebbero che culminare nell'invio di una sostanziosa multa al contribuente.

Accertamento mancata presentazione dichiarazione IMU

Chiunque abbia dimenticato di presentare, entro gli amplissimi termini abbondantemente previsti dal legislatore, ovverosia dal Governo Monti, grazie al noto decreto cosiddetto salva – Italia, la propria, adeguata e corretta, dichiarazione IMU, avrebbe a propria disposizione, come ormai risaputo dalla maggior parte dei contribuenti italiani, 90 giorni di tempo per procedere all’applicazione dell’istituto giuridico del ravvedimento operoso così da regolarizzare, naturalmente versando un sostanzioso surplus nelle casse dello Stato, la propria posizione fiscale e non incorrere nelle possibili ire dell’Agenzia delle Entrate e dei singoli Comuni.

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Trascorso questo lasso di tempo, come certamente moltissimi di voi sicuramente già sapranno, potrebbero scattare gli eventuali accertamenti che, stando a quanto dichiarato da alcuni analisti, potrebbero in realtà venir disposti, in questo particolare caso e a causa dello scarso gettito IMU che, sicuramente, si riverserà in prima battuta sia nelle casse dello Stato che in quelle dei Comuni, anche molto prima del su indicato termine di 90 giorni.

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L’avviso di accertamento, che non potrebbe comunque venir inviato oltre il quinto anno dall’infrazione, dovrebbe rispettare tutta una serie di particolari procedure che, una volta correttamente espletate, non potrebbero che culminare nell’invio di una sostanziosa multa al contribuente.

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In particolare modo, stando a quanto sarebbe possibile appurare dalla lettura delle leggi e delle normative relative sia all’Imposta Municipale Unica che agli accertamenti fiscali di qualunque natura essi siano, la su indicata sanzione, il cui importo non potrebbe in alcun caso essere inferiore a 51 euro, potrebbe essere addirittura equivalente al 200% dell’importo totalmente ed inizialmente dovuto dal contribuente.

Ed essa, infine e come sempre, sarebbero da aggiungersi gli interessi di mora, equivalenti al 2,5% sebbene i singoli comuni potrebbero decidere, in qualsiasi momento, di aumentare codesta percentuale, relativi a tutti gli eventuali giorni di ritardo accumulati dal cittadino distratto.

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