by GianniPug Commenta

La società è un contratto (art. 2247 del codice civile) e nei contratti, in generale, non è previsto il diritto di recesso..

La società è un contratto (art. 2247 del codice civile) e nei contratti, in generale, non è previsto il diritto di recesso: non è cioè consentito a nessun contraente di ritirarsi unilateralmente dall’affare.
Nessun socio di una Snc, dunque, può in linea di principio lasciare la società al suo destino e ritirarsi da un giorno all’altro.

Questo, però, a meno che non sia lo stesso atto costitutivo a non prevedere diversamente e a lasciare, dunque, che il singolo socio possa recedere in presenza di determinate situazioni o magari anche senza motivo (recesso convenzionale).


La legge, però, prevede espressamente almeno due ipotesi di recesso, che l’atto costitutivo non può in alcun modo comprimere (recesso legale). Il socio può infatti recedere quando intervenga una giusta causa (per esempio un dissidio insanabile con gli altri soci) oppure quando la durata della società sia indeterminata o commisurata alla vita di uno dei soci.

Perché il recesso legale sia operativo è sufficiente che il recedente lo comunichi agli altri soci; per il recesso convenzionale, invece, occorre anche il trascorrere di tre mesi da tale comunicazione.

Le ipotesi di morte del socio, di sua esclusione o di suo recesso sono molto differenti ma comportano in tutti i casi che il rapporto sociale si sciolga limitatamente alla sua figura (rimanendo in piedi per gli altri).


Il socio recedente o escluso oppure gli eredi del socio defunto che non siano subentrati nella Snc hanno diritto alla liquidazione della quota: occorre cioè che gli amministratori redigano una situazione patrimoniale societaria aggiornata alla data dell’evento e calcolino la quota di spettanza del socio, al fine di rimborsargliela in denaro. Tale liquidazione deve avvenire entro il tempo massimo di sei mesi.