Pubblico impiego, quali sono i motivi del licenziamento

di Fabiana Commenta

I motivi del licenziamento dal pubblico impiego? Li rende noti il Ministero della Pubblica Amministrazione, attraverso la pubblicazione della tabella riepilogativa sulle sanzioni gravi, in seguito al primo anno di applicazione delle regole Madia.  

I dati confermano che nel corso del 2017 sono stati 324 i dipendenti statali licenziati, un numero comunque inferiore rispetto all’anno precedente.  Quali sono le reali cause dei licenziamenti? I dati confermano che al primo posto ci sono le assenze ingiustificate dal posto di lavoro (per il 31% con un incremento dei licenziamenti dei furbetti del cartellino, in pratica di chi striscia il badge e se ne va). Seguono le false attestazioni di presenza (per il 17%, che ha visto l’introduzione della flagranza per cui scatta l’iter accelerato che prevede l’allontanamento entro 48 ore e il licenziamento entro 30 giorni.

Ma ci sono anche altri motivi: fra le cause di licenziamento ci sono anche i reati commessi dai dipendenti pubblici (per il 25%, e si va dalla corruzione al peculato), cui seguono le mancate osservanze degli obblighi di servizio, diverse azioni di negligenza senza dimenticare neppure azioni scorrette verso colleghi e superiori (per il 22%).

Per quasi il 6% degli impiegati che sono stati stati licenziati, il provvedimento è arrivato dopo che sono stati sorpresi a svolgere un secondo lavoro.

Oltre ai dati relativi ai licenziamenti, il Ministero rende pubblici anche i dati relativi alle sospensioni che nel 2017 sono state 1.167. Per la maggior parte dei casi sono state causate da inosservanze causate sulla disponibilità di servizio, dalle negligenze, ma anche da comportamenti non corretti verdi gli utenti.

IMPUGNAZIONE DEL LICENZIAMENTO, LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

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