L’OCSE lancia l’allarme su disoccupazione e precariato in Italia

di GianniPug Commenta

Secondo l'Employment outlook redatto dall'OCSE, in Italia nel 2014 il 52,5 per cento degli under 25 ha un lavoro precario. Nel 2012 questo dato era il 52,9 per cento, ma negli anni precedenti la crisi si fermava al 42,3 per cento.

La disoccupazione in Italia ha raggiunto nel corso del 2014 il livello record del 12,9 per cento e potrà forse tornare a calare solo nel 2015, quando il livello scenderà al 12,5 per cento. Su questo tema lancia l’allarme l’OCSE, che analizza da vicino la situazione italiana del lavoro, in particolare quella dei giovani. 

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In Italia, infatti, il 40 per cento dei giovani con una età  inferiore ai 25 anni è attualmente disoccupato, mentre la disoccupazione giovanile nel 2007, cioè prima della crisi superava di poco il 20 per cento. Questo significa che nel giro di sette anni il dato è praticamente raddoppiato.

La disoccupazione sale al 12,6 per cento nel mese di luglio 2014

Ma non solo. Secondo l’Employment outlook redatto dall’OCSE, in Italia nel 2014 il 52,5 per cento degli under 25 ha un lavoro precario. Nel 2012 questo dato era il 52,9 per cento, ma negli anni precedenti la crisi si fermava al 42,3 per cento. Nel 2000 la quota era ancora inferiore e stabile sul 26,2 per cento.

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L’indagine dell’OCSE va poi ad indagare anche la qualità del lavoro svolto. Quando lavorano, infatti, i giovani italiani al 70 per cento non hanno il lavoro per cui sono stati formati o lavorano con qualifiche troppo elevate o troppo basse rispetto a quelle richieste dal loro impiego.

Nel mirino dell’OCSE c’è infine anche il fenomeno delle false partite Iva. L’Italia è attualmente al quarto posto nell’area per il numero di partite di questo tipo aperte, con il 3,2 per cento dei lavoratori totali, un numero superato solo dalle percentuali di Repubblica Ceca, Slovacchia e Grecia.

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