Lavoro, è boom, ma la metà è in nero

di Emma Commenta

Complice l’estate cresce l’offerta di lavoro stagionale:  bar, ristoranti, stabilimenti balneari, hotel e villaggi vacanze sono pieni di turisti e arrivano nuove opportunità di lavoro un po’ per tutti. Ma sei cresciuta l’offerta di lavoro stagionale, con un incremento pari al 10%  in più rispetto allo scorso anno confermando una buona tendenza della stagione ancora in corso, è anche vero che i dati non sono troppo rassicuranti visto che la oltre la metà dei lavoratori, quasi il 60% è stato impiegato senza contratto o con rapporti irregolari.

E in pratica è boom di lavoro nero come conferma un’indagine condotta dall’Adnkronos sui dati raccolti di  sindacati e associazioni di categoria nelle principali località turistiche italiane. 

Il dato positivo dell’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno e all’incremento della richiesta di personale conferma  la ripresa graduale di molti piccoli esercenti e delle strutture recettive minori: una percentuale del 15% che sembra aver superato il momento peggiore della crisi e che ha voluto ricercare anche personale esterno.

Ad incrementare il personale però sono state anche le strutture più grandi che hanno risposto a un incremento di lavoro.

Il problema però è che se si registra la possibilità di lavoro, è anche vero che si tratta sempre e solo di lavoro in nero come confermano i blitz della Guardia di Finanza che, dall’inizio dell’estate, ha scoperto 1.450 i lavoratori ‘in nero’ o irregolari.

COME DENUNCIARE IL LAVORO NERO IN FORMA ANONIMA 

Il fenomeno, diffuso praticamente in tutta Italia, registra un ulteriore aumento al Sud con punte vicine al 70%, soprattutto in strutture della Campania e della Calabria.

E se le associazioni datoriali spiegano che il lavoro in nero p dato anche dall’incertezza normativa percepita anche dopo l’introduzione dei nuovi voucher, è anche vero che i sindacati ricordano che per sconfiggere il sommerso è necessario imparare a denunciare lo sfruttamento, sia da parte dei lavoratori sia da parte degli operatori onesti.

L’invito rinnovato per l’occasione è di utilizzare i canali a disposizione per far emergere le situazioni di sfruttamento denunciando la propria condizione all’Ispettorato del Lavoro che ha sede presso la Direzione Principale del Lavoro competente o presso la  Guardia di Finanza. E la denuncia può anche essere fatta in forma anonima per tutelare la propria posizione.

 

photo credits | think stock

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