Rimborso Tari, arriva il chiarimento del Ministero dell’Economia

di Emma Commenta

TARI gonfiata dal Comune? Il contribuente ha il diritto al rimborso nel momento in cui riscontri di un calcolo errato della parte variabile della tassa sui rifiuti che è stato effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio.

Ma prima di poter conoscere la modalità del rimborso è stato necessario attendere il chiarimento del  Ministero dell’Economia. 

spazzatura, tassa

Chiarimento che è regolarmente arrivato con una circolare del Mef che informa a chi spetta il rimborso.

Qualora il calcolo sia errato, il rimborso può essere richiesto  in relativo ordine a partire dall’annualità relativa al 2014, anno in cui la TARI è entrata in vigore.

Ma come calcolarla correttamente? È corretto “computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica” secondo la circolare del Ministero dell’Economia. Alcuni Comuni hanno sbagliato il calcolo effettuando il calcolo parte variabile della Tari che è stata moltiplicata per il numero delle pertinenze. Ciò ha comportato lievitazione della quota variabile che invece andava calcolata una sola volta.  che sarebbero risultati applicando la quota variabile una sola volta.

TARI, COME CHIEDERE IL RIMBORSO AL COMUNE

La circolare invece specifica che è necessario far riferimento alle pertinenze dell’abitazione calcolando la quota variabile “una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica”. E la conferma dell’irregolarità del calcolo effettuato da alcuni Comuni arriva dalla circolare che specifica come “Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell’utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l’importo della TARI”.

Il punto di partenza è prendere in considerazione la “superficie totale dell‘utenza domestica” che indica la somma dei metri quadri dell’abitazione e delle relative pertinenze. Insomma si conferma quanto profilato dalle associazioni dei consumatori che erano già sul piede di guerra per poter richiedere il rimborso della tassa ingiustamente pagata.

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