Obblighi fiscali libero professionista

di GianniPug Commenta

Le procedure relative all'apertura delle partite Iva per i commercianti e gli artigiani sono le stesse dei liberi professionisti. L'unica differenza è la necessità di iscrizione alla Camera di Commercio, che viene denominata con l'acronimo C.C.I.A.A.

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I professionisti che operano per partita Iva sono ovviamente tenuti a rispettare una serie di scadenze fiscali, specificatamente elencate dalla legge. In particolare sussistono una serie di obblighi fiscali da rispettare per il libero professionista a seconda del regime fiscale che ha adottato al momento della presentazione procedure partita Iva.

Il libero professionista che opera in un regime fiscale ordinario è tenuto liquidare periodicamente l’Iva. La cadenza con cui tale imposta dovrà essere versata nelle casse dello Stato sarà mensile o trimestrale. Dovrà essere infatti versata ogni 16 del mese o del trimestre successivo.

Nello stesso tipo di regime fiscale, ossia quello ordinario, il professionista è tenuto a pagare l’acconto Iva entro il 27 dicembre di ogni anno. Inoltre sarà suo obbligo comunicare l’Iva annuale per via telematica secondo le procedure indicate dalla Agenzia delle Entrate e dovrà anche inoltrare la dichiarazione dei redditi tramite il Modello Unico.

Le procedure relative all’apertura delle partite Iva per i commercianti e gli artigiani sono le stesse dei liberi professionisti. L’unica differenza è la necessità di iscrizione alla Camera di Commercio, che viene denominata con l’acronimo C.C.I.A.A.

Commercianti ed artigiani dovranno inoltre obbligatoriamente iscriversi all’Inail. Una pratica molto utile e attiva da qualche anno è quella fornita dal servizio ComUnica che permette di comunicare contemporaneamente a Inps, Agenzia delle Entrate e Inail l’inizio della nostra attività. La banca dati registrerà la nostra pratica e fornirà la comunicazione ai suddetti enti.

Recentemente sono state modificate le norme che regolano il regime dei minimi, ossia l’intera revisione della legge ha consentito di diminuire sensibilmente il numero di contribuenti che possono sfruttare l’imposta sostitutiva Irpef del 5%, invece che quella del 20%.

Questa novità ha consentito inizialmente di promuovere l’imprenditoria giovanile, per favorire le nuove imprese, anche se recentemente il Governo ha previsto di estendere l’incentivo a tutte le categorie di lavoratori, infatti l’apertura srl con 1 euro estesa a tutti i soggetti.

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