Voci spesa redditometro per abitazione

di GianniPug Commenta

Il redditometro consentirà di valutare la sostenibilità delle spese a fronte delle entrate ed individuare delle anomalie, che il soggetto contribuente sarà poi chiamato a giustificare con gli ispettori del fisco.

Il redditometro entra ufficialmente nella sua fase operative e vengono svelate tutte le voci spesa redditometro, ossia tutte quelle categorie di spese che saranno monitorate da parte dell’Agenzia delle Entrate per essere confrontate con il livello di entrate. Ciò consentirà di valutare la sostenibilità delle spese a fronte delle entrate ed individuare delle anomalie, che il soggetto contribuente sarà poi chiamato a giustificare con gli ispettori del fisco.

Dopo alcuni giorni dal comunicato ufficiale vengono fuori le varie voci di spesa che saranno analizzate, come ad esempio quelle legate alla abitazione. In particolare saranno soggetto a controllo tutte le spese collegate al mantenimento dello stesso immobile. Essere saranno infatti quelle più rilevanti ai fini del controllo e sono inserite tra le macro categorie di spese individuate.

Il sistema valuta che il contribuente dispone di almeno un’abitazione in cui effettivamente risiede, da solo o con la sua famiglia. Il redditometro avrà quindi il compito di individuare all’interno delle banche dati disponibili l’abitazione ed il suo comune di residenza. In base a questo lo stesso immobile può essere posseduto secondo diversi modi e secondo diversi contratti.

  • contratto di proprietà oppure altro diritto reale di godimento, come ad esempio l’usufrutto
  • contratto di locazione, nel quale il contribuente figura in qualità di locatario
  • contratto di leasing immobiliare, dove il contribuente figura come locatario e utilizzatore
  • uso gratuito, come ad esempio un comodato
  • fitto figurativo

L’ultima opzione denominata fitto figurativo, è prevista nel caso in cui non sia possibile individuare, in sede di selezione nel comune di residenza, nessuna delle tipologie di possesso indicate precedentemente. Questo significa che lo stesso contribuente oggetto di controllo e i componenti del suo nucleo familiare non appartengono a nessuna delle citate categorie. ,

Il fitto figurativo viene determinato mediante un calcolo matematico, ossia viene calcolato dal valore del canone di locazione mensile al mq, che viene stabilito sulla base dei dati dell’OMI ed è correlato alla categoria catastale A/2 del comune di residenza del contribuente. Successivamente tale valore viene moltiplicato per i75mq, che rappresenta la consistenza media delle abitazioni. A sua volta si moltiplica per il numero di mesi di possesso, che in caso di assenza di dati viene moltiplicato per il numero 12, ossia presumendo un possesso annuale.

In base a questi parametri il fisco stabilirà la presenza o meno di anomalie nei redditi del contribuente.

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