Controlli per visto di conformità (prima parte)

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’aspetto più atteso e importante della circolare n. 57/2009 sul visto di conformità da apporre sulle dichiarazioni IVA concerne i controlli da eseguire..

soldi

L’aspetto più atteso e importante della circolare 57/2009 sul visto di conformità da apporre sulla dichiarazione IVA per consentire le compensazioni di crediti d’imposta superiori a quindicimila euro concerne i controlli da eseguire.

I professionisti incaricati devono accertare che il credito dichiarato sia effettivamente sussistente; ma è facile capire che, se una grande azienda emette e riceve ogni anno centinaia o migliaia di fatture, un controllo approfondito diviene un’attività enorme se non impossibile.


La circolare ha in buona parte tranquillizzato i timori espressi alla vigilia. Innanzitutto, c’è una premessa: il professionista può apporre il visto di conformità soltanto se ha tenuto personalmente la contabilità del dichiarante o se essa è stata tenuta dall’azienda stessa ma sotto la vigilanza del soggetto abilitato. Questo significa che si presume che i vari controlli siano già stati eseguiti nel corso dell’anno.

Inoltre, non è richiesta (salvo le eccezioni che vedremo) alcuna indagine approfondita che vada oltre il riscontro formale: non è quindi chiesto al professionista né di assicurarsi che ogni operazione fatturata sia avvenuta veramente, né che i valori riportati corrispondano al reale, né se esistano limiti alla detrazione legati all’inerenza.


Il controllo deve invece verificare primariamente che i codici attività dichiarati riflettano l’effettiva azione dell’impresa; che i valori indicati in dichiarazione IVA coincidano con le risultanze della contabilità e delle liquidazioni periodiche; che la contabilità, a propria volta, riporti i corretti valori della documentazione disponibile; che siano stati rispettati i limiti oggettivi alla detrazione indicati dalla legge nonché l’eventuale pro-rata di detraibilità; che l’eventuale credito presente nella dichiarazione precedente e non richiesto a rimborso sia stato correttamente riportato insieme alle compensazioni eseguite.

Tutti controlli di natura puramente formale, dunque. Esistono alcune ipotesi, però, in cui il controllo dovrà essere più approfondito.

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