Acquiescenza all’accertamento

di Stefania Russo Commenta

I contribuenti che ricevono avvisi di accertamento su dati difficilmente contrastabilo possono ricorrere all'acquiescenza all'accertamento...

I contribuenti che ricevono avvisi di accertamento su dati difficilmente contrastabili possono ricorrere all’acquiescenza all’accertamento, ossia rinunciare a presentare ricorso ottenendo in cambio una riduzione delle sanzioni.

In particolare, le sanzioni amministrative sono ridotte di 1/3 qualora il contribuente: rinunci ad impugnare l’avviso di accertamento; rinunci a presentare istanza di accertamento con adesione; provveda a pagare, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, la somma dovuta, tenendo ovviamente conto della riduzione concessa.


La riduzione della sanzione aumenta a 1/6 nel caso in cui l’avviso di accertamento non sia stato preceduto da invito al contraddittorio o da processo verbale di constatazione.

Le somme dovute dal contribuente a seguito dell’acquiescenza all’accertamento devono essere versate tramite modello F24, nel caso in cui si tratti di imposte sui redditi e relative imposte sostitutive, Iva, Irap e imposte sugli intrattenimenti, oppure tramite modello F23, qualora si tratti di imposta di registro o di altri tributi indiretti.

E’ prevista la possibilità di procedere al pagamento rateale tramite otto rate trimestrali di pari importo oppure, qualora la somma da pagare superi i 51.645.69, tramite dodici rate trimestrali di pari importo.

Entro dieci giorni dal versamento dell’intero importo o della prima rata il contribuente deve far pervenire all’ufficio la quietanza dell’avvenuto pagamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>