
Occorre una piccola cronistoria: quando l’imposta fu introdotta (1997), si decise che i costi sarebbero risultati deducibili secondo le stesse regole previste per l’imposta sui redditi.

Occorre una piccola cronistoria: quando l’imposta fu introdotta (1997), si decise che i costi sarebbero risultati deducibili secondo le stesse regole previste per l’imposta sui redditi.

In questa direzione, e cioèdi non costringere le imprese a drammatiche crisi di liquidità , si muove anche un’altra riforma, le cui linee-guida sono appena state approntate dal Ministero delle Finanze.

Si parla di “autotassazione†in relazione ad una fra le modalità con le quali l’Erario riscuote le imposte, ovverosia affidandosi allo spontaneo successivo versamento dei tributi direttamente da parte del contribuente.

Nel primo caso, infatti, c’ tempo fino al 26 ottobre per ritornare al CAF perchè quest’ultimo rifaccia tutti i conti, informi il sostituto d’imposta e spedisca all’Agenzia delle Entrate il 730 integrativo entro il termine previsto (10 novembre 2009).
Il rimborso sarà accreditato al contribuente nella busta-paga riferita al mese di dicembre.

Tuttavia, non di rado chi si èoccupato della trasmissione, e in particolare CAF, commercialisti e consulenti del lavoro, si accorge di aver commesso qua e là errori e violazioni, specialmente quando le dichiarazioni da inviare erano tante e i tempi ristretti; altre volte, lo sbaglio èrilevato dal contribuente stesso.

L’opzione fu introdotta per venire incontro ai contribuenti e dare al sistema una preziosa chance in pi๠per evitare che la richiesta di pagamento arrivi a comportare pignoramenti e ricorsi giudiziari.

àˆ dunque ora necessario inviarlo in forma autonoma, esclusivamente per via telematica.
La scadenza èstata soggetta negli anni a continue modifiche: per il 2009 èstato stabilito come termine ultimo per la spedizione il 31 luglio.

La prima ècostituita dal frontespizio, in cui sono riportati i dati anagrafici del sostituto e altre informazioni introduttive. La seconda parte, la pi๠ampia, èdata dall’indicazione dettagliata di tutte gli importi erogati ai lavoratori dipendenti, ai collaboratori a progetto e alle altre fattispecie assimilate, distinguendo nel dettaglio gli importi lordi e le varie ritenute di natura fiscale e previdenziale, con precisazione anche delle somme soggette a tassazione separata e/o sostitutiva come il TFR.


I dati statistici forniti recentemente dai sindacati sono da brividi: 1.263 imprese per cui èstato dichiarato pubblicamente lo stato di crisi, con 132.000 lavoratori circa che rischiano di finire sulla strada.


E le aziende che offrono servizi destinati ai grandi numeri hanno pensato bene di venire incontro ai milioni di piccole e medie imprese italiane per offrirgli soluzioni nuove e meno onerose per la loro vita di tutti i giorni.

Ma la nuova società pubblica incaricata di gestire la riscossione dei tributi erariali, Equitalia, non èriuscita ad evitare la stessa inquietante sequenza di errori dei suoi predecessori nell’incarico.

Il contenuto pi๠semplice, insolitamente, èriservato ai soggetti pi๠complessi, e cioèle società di capitali. Esse devono infatti comunicare due sole informazioni: il numero di giornate retribuite di tutti i dipendenti nel corso del 2008 e il numero di collaboratori coordinati e continuativi che hanno prestato l’attività nell’anno.
