
Nel 2009, il mercato del bricolage non ha avuto troppa fortuna: complice la crisi, evidentemente gli italiani hanno preferito ridimensionare le spese di manutenzione, cosicchè il fatturato ècalato.


Come altri rami del turismo, tuttavia, la crisi globale ha colpito duro anche in questo particolare ambito, soprattutto nella prima metà del 2009; il secondo semestre, tuttavia, ha registrato dei valori decisamente positivi, riportando sopra lo zero il saldo totale dell’anno passato.

Se le cose sono davvero cosà¬, purtroppo, non si traggono troppe speranze sulla ripresa dell’economia italiana: anche nel 2010, infatti, la situazione dell’edilizia ètutt’altro che rosea. Si stima per l’anno in corso una contrazione del fatturato di circa il 7%, il che porterebbe al 17% la riduzione del giro d’affari nell’ultimo triennio: questo riporterebbe l’edilizia italiana ai livelli precedenti al 2000.


L’attuario, infatti, èrichiestissimo dal mercato del lavoro, lavora in condizioni psicofisiche ottimali e non stressanti e gode di uno stipendio medio-alto. Si calcola che nel mondo vi siano circa ottantamila attuari, di cui circa novecento in Italia.


Si tratta, per lo pi๠di viaggiatori in cerca di viaggi organizzati oppure che desiderano o hanno la necessità di raggiungere mete lontane e fuori mano; oppure, si tratta di clienti che hanno poca dimestichezza con le nuove tecnologie e preferiscono spendere qualcosa in pi๠per affidarsi alla competenza di professionisti della vacanza; o, ancora, c’ l’ampio mercato dei cacciatori di offerte, pronti ad approfittare dei last-minute che le agenzie mettono in cantiere con assiduità .
Se il 2009 si èrivelato disastroso, registrando un crollo medio del fatturato pari ad oltre l’otto percento rispetto all’anno precedente (la media mondiale èstata del -5,4%), anche il 2010 non èiniziato sotto i migliori auspici.

In realtà le cose non stanno proprio cosà¬; a smentire quelli che appaiono dunque come luoghi comuni hanno provveduto le associazioni di categoria, basandosi sui dati ufficiali diffusi dall’Eurostat.
Analizzando le dichiarazioni presentate l’anno scorso, si scopre che il 2008, nonostante sia stato l’anno di avvio della crisi globale, non èstato poi cosଠnegativo, dato che redditi medi e volumi d’affari sono andati crescendo rispetto all’annata precedente.

àˆ pur vero, come fanno prudenzialmente notare le associazioni imprenditoriali del settore, che il 2009 era stato un anno particolarmente sfortunato, e dunque una ripresa cosଠimperiosa era tutto sommato non imprevedibile. Ciಠnon toglie, comunque, che per le industrie italiane della chimica vi era molta attesa che le cose tornassero a girare, dopo tante traversie.

Proprio il 2009, invece, che ha visto un crollo delle esportazioni in moltissimi comparti, si èrivelato un anno eccezionale per i formaggi: il saldo fra export e import supera 150 milioni di euro, cifra impensabile anche solo nel 2008.

Numeri imponenti, pressochè raddoppiati rispetto a solo cinque anni prima, e in continua crescita. Spazi di mercato ce ne sono ancora, ma il rischio di prossima saturazione non èremoto.
