Storie di trasporti tra treni in ritardo e rincari della benzina

di GianniPug Commenta

Storie di trasporti tra treni in ritardo e rincari della benzina. I trasporti su rotaia e gomma, cruciali in Italia, sempre alla mercé degli aumenti.

Ci sono almeno due notizie che riguardano i trasporti e che possono interessare i cittadini consumatori e i lavoratori. La prima riguarda i rincari della benzina che potrebbero determinare un aumento delle spese extra delle famiglie e poi c’è la notizia dello stipendio dei macchinisti che cresce quando aumentano i ritardi. 

Nonostante il prezzo dei barili di greggio sia in diminuzione e si parli addirittura del crollo del prezzo del petrolio al barile, in Italia non si assiste ad una riduzione del prezzo della benzina. Come promesso alla fine dell’anno scorso, a seguito di una lieve flessione, c’è stato il tanto temuto rincaro dei costi di benzina e gasolio.

La benzina è aumentata dell’1,4% mentre il gasolio ha avuto un incremento più contenuto dello 0,7%. Alla fine dei conti, secondo quanto quantificato dall’Adusbef, ci saranno per le famiglie delle spese extra di 108 euro nel 2015. Una stima media che non tiene conto dell’uso che si fa delle vetture domestiche, per svago o per lavoro.

In alternativa al mezzo privato ci sono sempre i trasporti pubblici e la seconda notizia di oggi riguarda proprio questo settore dove pare che il riardo sia assolutamente normale. Forse lo è ma il ritardo di un treno è anche una fonte di guadagno per i macchinisti, se questi hanno un contratto con Trenord.

I macchinisti di Trenord, sulla tratta Milano-Cremona-Modena, causavano ritardi dei loro treni soltanto per guadagnare di più. A fronte della perdita di tempo di tanti pendolari altrettanto lavoratori, ogni macchinista riceveva 13 euro in più in busta paga ogni 20 minuti di ritardo del treno. Lo prevede l’articolo 52 del loro contratto aziendale.

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