Moody’s riduce le stime sulla crescita del PIL dell’Italia

di Alba D'Alberto Commenta

Arrivano in Italia le previsioni di Moody’s sulla crescita dell’economia nazionale e in particolar modo del PIL, il prodotto interno lordo, grande infermo della nostra economia, finito da diverso tempo sotto la lente di ingrandimento degli osservatori internazionali. Le analisi della crescita della produzione, infatti, sono in questo periodo al centro della maggior parte dei rilievi nazionali e internazionali sull’Italia. 

Secondo l’agenzia di rating americana, quindi, il prodotto interno lordo italiano nel corso del 2014 non salirà più del previsto 0,5 per cento ma finirà addirittura tra i numeri negativi, con un decremento dello 0,1 per cento. Scenario negativo, quindi, per la ripresa italiana del secondo semestre, trasformata improvvisamente in recessione.

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Ma non solo. L’Italia nel prossimo periodo dovrà anche fronteggiare alcuni problemi a livello fiscale e a livello strutturale nella realizzazione delle riforme, ragione per cui potrebbero nello stesso momento venire ad acuirsi le tensioni con gli altri stati europei in merito al rapporto deficit – PIL.

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Il rapporto deficit – PIL, nello specifico, per il 2014 e il 2015, è visto al 2,7 per cento, mentre quello debito – PIL al 136,4 per il 2014 e al 135 per cento nel 2015. La misura del bonus degli 80 euro per l’abbattimento del cuneo fiscale, inoltre, per gli americani, poiché entrata in vigore nel mese di maggio 2014, dovrebbe produrre i suoi effetti nella seconda metà dell’anno. 

E a sostegno di questo scenario, gli analisti di Moody’s riportano anche un nuovo indice che quantifica la reattività dei paesi alle riforme, indice per il quale la nostra Italia appare praticamente l’ultima tra i paesi dell’area euro.

 

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