La crescita dell’Italia è la più bassa d’Europa dal 1996

di Alba D'Alberto Commenta

La crescita economica per l’Italia appare sempre di più come un miraggio. Il nostro paese, infatti, stando a recenti studi, è cresciuto a livelli bassissimi non solo negli ultimi due o tre anni di crisi, ma addirittura a partire dal lontano 1996. Tra il 1996 e il 2013, infatti, la crescita del PIL italiano pro capite tra i paesi OCSE è stata una delle più basse in assoluto, con un misero incremento del 2,1 per cento. 

Sono questi i dati rilasciati dalla Confcommercio all’interno del suo rapporto Fiscalità e crescita economica realizzato dall’Ufficio Studi, in cui si possono in alternativa leggere invece i dati relativi agli altri paesi d’Europa. Mentre l’Italia, infatti, nel giro di quasi venti anni cresce al 2 per cento, paesi come la Francia crescono al 18 per cento, la Spagna al 24,5 per cento, la Germania al 25,4 per cento e il Regno Unito al 31,9 per cento. 

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Ma non solo. Non sono infatti solo i grandi big dell’economia europea a fare molto meglio dell’Italia ma anche i più piccoli paesi dell’est e del nord Europa. L’Ungheria, ad esempio, ha avuto un incremento del PIL pro capite pari al 47 per cento mentre la Lituania ha avuto una crescita pari al 168 per cento. Dati che non si confrontano con una economia italiana palesemente in recessione.

E dopo anche il brusco arresto del 2009, dovuto alla crisi finanziaria globale, le economie della maggior parte dei paesi sviluppati hanno per lo più ripreso la loro crescita mentre quella italiana non ha prodotto grandi risultati.

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