Confcommercio, 7.300 euro l’anno le spese obbligate pro capite

di Fabiana Commenta

Quasi 7.300 euro l’anno pro capite: questa è la cifra che emerge dall’ufficio studi della Confcommercio che mette in evidenza come le uscire vincolate, con poca o nessuna libertà di scelta, per il cittadino siano decisamente alte.

spese, istat

Si va dai costi dell’energia elettrica ai ticket sanitari alle assicurazioni con una cifra che si attesta intorno al 40,7% sul totale dei consumi, in calo di circa un punto rispetto al 2014, ma tra le uscite vincolate resta la voce abitazione la più alta fra affitti, manutenzioni, bollette e utenze che finisce per assorbire ben 4.200 euro. 

Scende invece la spesa alimentare in Italia con una cifra che si attesta intorno ai 2.681 euro annui e un valore in crescita solo in termini assoluti registrando anche un calo generale dei consumi intorno al 15,0% nel 2018 rispetto al 15,2% del 2014.

Aumenta considerevolmente la voce riservata alla sanità con 629 euro annui a testa, pari al 3,5% sul totale dei consumi: una spesa, quella sanitaria, che ha richiesto una maggiore partecipazione dei cittadini  per far fronte ad altre spese previste dallo Stato.

Alte e obbligate anche le spese legate alla mobilità, assicurazioni e carburanti considerando i forti aumenti dei prezzi dei  carburanti. Scendono invece le spese legate alle singole abitudini dei consumatori, le spese “commercializzabili”, alimentari all’abbigliamento, mobili o vacanze che nel 2018 valgono quasi 10.600 euro annui a testa, con un 59,3% sul totale dei consumi rispetto ai 17.848 euro del 2014. Aumenta la richiesta per i mezzi di trasporto mentre sembra ridursi considerevolmente tra il 2014 e il 2016 dei prezzi degli energetici (regolamentati e non) e dei servizi finanziari.

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