20 miliardi di dollari: ecco gli investimenti esteri del 2014

di GianniPug Commenta

20 miliardi di dollari: ecco gli investimenti esteri del 2014. Sono di nuovo in crescita ma non siamo ancora ai livelli precrisi.

La maggior parte delle famiglie italiane, come spiega anche la Confesercenti, ritiene ancora di essere vittima della crisi e di avere un reddito che a malapena consente loro di arrivare alla fine del mese. Eppure, guardando alle imprese scopriamo l’ingente quantità di investimenti esteri nelle realtà economiche del Belpaese. 

Nel 2013 le imprese a partecipazione estera erano 9.367. Oggi dobbiamo ancora far riferimento a questa cifra perché non è stato fatto un nuovo censimento. Quello che però fa piacere notare, a parità di numero d’imprese con partecipazione straniera, è l’aumento di capitali che arrivano in Italia dall’estero.

Il fatto che nel 2012 gli investimenti stranieri siano crollati a 0,09 miliardi di dollari, aveva impensierito lo Stato che adesso ha visto tornare a crescere la fiducia nelle imprese dello Stivale anche se non si è ancora tornati ai livelli precrisi del 2007.

I dati sono quelli dell’ICE che certifica una crescita negli investimenti stranieri in Italia e un maggiore dinamismo delle imprese nostrane. Gli investimenti esteri in Italia sono ammontati a oltre 20 miliardi di dollari nel 2014, cifra che nel 2013 si attestò a 17 miliardi (il 58% in meno rispetto al 2007, secondo il Censis). Il commento alla situazione arriva dal TGCOM 24 che spiega:

Certo è che, nonostante i dati incoraggianti degli ultimi 24 mesi e le buone prospettive per l’anno in corso, l’Italia dovrà sudare per mettersi al pari con il resto d’Europa. Basti pensare che mentre la media Ue del rapporto degli investimenti esteri sul Pil si attesta al 49,4%, nel nostro Paese il dato scende al 19,5% (secondo le rilevazioni al 2013).

Se l’Italia vuole rimettersi in pari dovrà innanzitutto puntare sulle imprese del Mezzogiorno e del Centro perché, dati alla mano, l’internazionalizzazione riesce a coinvolgere quasi esclusivamente le imprese del Nord, con la Lombardia in testa.

 

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