Accise per le ricostruzioni post terremoto, 1.8 miliardi in 5 mesi

di Fabiana Commenta

Oltre 1,8 miliardi di euro: è la cifra che gli italiani hanno versato dagli inizi di settembre 2016 fino al 31 gennaio 2017 solo per le accise sui carburanti per poter finanziare la ricostruzione di 5 aree colpite dai terremoti.

Il fatto è che tali accise non servono per poter finanziare la ricostruzione delle aree del Centro Italia colpite dal terremoto di agosto, ma per poter continuare a finanziare i lavori del dopo-sisma del Belice (nel 1968), del Friuli (1976), dell’Irpinia (1980) dell’Abruzzo (2009) e dell’Emilia Romagna (2012). 

A segnalarlo, è una nota dell’Ufficio della CGIA di Mestre che mette in evidenza come le accise siano state rese in realtà rese permanenti. Considerando che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha stimato in circa 70,4 miliardi di euro nominali (121,6 miliardi se attualizzati) il costo per la ricostruzione delle aree danneggiate dal terremoto (Valle del Belice, Friuli, Irpinia, Marche/Umbria, Molise/Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna), appare chiaro che nel corso degli ultimi 50 anni gli italiani hanno versato più del doppio rispetto alle spese sostenute dallo Stato.

ACCISE SUI CARBURANTI, CI SI È PAGATO IL TERREMOTO

Nel corso degli ultimi 48 anni sono stati 5 gli incrementi delle accise sui carburanti che sono stati introdotti per poter recuperare le risorse da destinare alla ricostruzione delle zone colpite dai terremoti. E dal 1970 al 2015 gli italiani hanno già versato oltre 145 miliardi di euro nominali (261 miliardi di euro se attualizzati).

Visto che buona parte di queste ricostruzioni sono terminate da molti anni: almeno in linea puramente teorica possiamo affermare che per i primi interventi di messa in sicurezza e di avvio dei lavori di ricostruzione nelle aree del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto scorso e dalle scosse che si sono abbattute successivamente, in soli 5 mesi gli italiani hanno versato nelle casse dello Stato 1,8 miliardi di euro. 

BONUS SISMA 2017, I DETTAGLI

Sono le parole del coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo sottolineando che in pratica gli italiano hanno pagato due volte i costi del terremoto. Sarebbe pertanto corretto utilizzare le accise, trasformate in risorse, per poter fronteggiare le nuove emergenze come quelle che hanno colpito il centro Italia dallo scorso 24 agosto scorso. 

 

photo credits| thinkstock

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