Maggiorazione Ires società  di comodo

L’Agenzia delle Entrate con la circolare 4/E del 4 marzo 2013 ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla maggiorazione di 10.5 punti percentuali dell’aliquota Ires per le società  di capitale e quelle assimilate qualificate come società  di comodo.

Tale maggiorazione, ricordiamo, èprevista dal Dl 138/2011, meglio conosciuto come “manovra di ferragosto”, e si applica alle società  non operative e in perdita sistematica che rientrano tra i soggetti passivi Ires secondo le regole ordinarie di determinazione dell’Ires.

Credito IVA società  di comodo

Se una società  risulta “di comodo” al test di operatività , non subisce conseguenze solo dal punto di vista dell’imposta sul reddito: anche per quanto concerne l’IVA si hanno conseguenze importanti.
La finalità  èquella di contrastare le indebite compensazioni dell’imposta sul valore aggiunto, soggette negli anni a numerose norme di contrasto.

Reddito minimo di una società 

Dal test di operatività  emerge se i ricavi dichiarati dalla società  commerciale sono inferiori ai ricavi presunti, e quindi se la società  èdefinibile come “non operativa”.
In quest’ipotesi, la società  ètenuta a calcolare l’imposta su un reddito minimo, prescindendo del tutto dal reddito dichiarato (anche se la società  si dichiarasse in perdita).

Ricavi presunti società  di comodo

Nell’articolo precedente si èdescritto a grandi linee il funzionamento del test di operatività . Risulta evidente che, per determinare l’ammontare dei ricavi presunti, occorre conoscere due parametri: le tipologie dei beni che entrano nel calcolo e le aliquote da applicare. Il restante parametro, il valore da attribuire loro, èinfatti quello che risulta in contabilità .

Va segnalato, preliminarmente, come i beni in corso di costruzione siano esclusi dal calcolo, poichè, per definizione, non hanno ancora un loro rendimento; rientrano pienamente, invece, i beni di valore unitario inferiore a € 516,46 sottoposti ad ammortamento integrale.

Società  di comodo: test di operatività 

Laddove non operano cause di esclusione o di disapplicazione integrale e l’eventuale interpello non sia stato accolto, le società  commerciali sono obbligate a sottoporsi al test di operatività  per verificare se sono definibili o meno come società  di comodo.

Il test si esegue compilando un apposito prospetto presente all’interno del modello UNICO; in caso di disapplicazione parziale, il prospetto sarà  compilato non considerando le componenti per cui vale la peculiare circostanza.