Novità straordinari non pagati

di GianniPug Commenta

L'intento del decreto occupazione infatti è quello di favorire le assunzioni da parte delle imprese, ma anche di stroncare della cattive pratiche adottate dalle stesse aziende.

Le nuove norme in tema di lavoro cercano di mettere dei rimedi a numerosi problemi che si sono verificati in questi ultimi anni, di crisi e non, nel mondo del lavoro. Si cerca infatti di curare una serie di aspetti e di aumentare le tutele dei lavoratori, senza però bloccare gli investimenti e la flessibilità delle imprese. L’intento del decreto occupazione infatti è quello di favorire le assunzioni da parte delle imprese, ma anche di stroncare della cattive pratiche adottate dalle stesse aziende per cercare di sfruttare al massimo le varie pieghe dei testi di legge.

Uno dei fenomeni su cui il decreto sul lavoro del Governo Letta è intervenuto è quello degli straordinari, o meglio di quelli non pagati. Esso rappresenta uno dei più noti malcostumi nel mondo del lavoro, definito sommerso, ma che tale è, o meglio era, solo per la legge. Lo stesso contratto collettivo nazionale di lavoro prevede che gli straordinari siano ammessi secondo dei limiti che vengono stabilite in un massimo di 200 settimanali. Tale orario di lavoro deve essere inoltre adeguatamente retribuito e la legge prevede che esso debba essere pagato con una maggiorazione del 15% fra la 41esima e la 48esima ora.

Le norme prevedono inoltre la anche la possibilità di compensare le ore in surplus con una sottrazione di ore in un altro periodo dell’anno. Ma nel caso in cui il lavoratore non venisse pagato per le ore di straordinario oppure nel caso in cui al lavoratore non gli venga data la possibilità di compensare, egli potrà ricorrere all’assistenza dei sindacati. In alternativa ai sindacati egli potrà rivolgersi anche all’Ispettorato provinciale del lavoro. In tale caso sarà possibile effettuare la denuncia nei confronti del datore di lavoro stesso.

Altre novità per quanto riguarda la modifica dell’orario di lavoro, che rappresenta uno degli aspetti più controversi della disciplina giuslavoristica. Viene previsto adesso che in caso di orario part time il datore di lavoro e il dipendente stesso dovranno trovare un accordo consensuale, dove non sarà prevista e possibile l’unilateralità della decisione.

 

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