Irpef: 8, il 5 e il 2 per mille, a chi destinarlo

di Fabiana Commenta

 

Arrivano le scadenze per poter inviare il modello 730/2019 modello 730 e anche quest’anno, è possibile scegliere a chi destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef, vale  a dire l’imposta sul reddito dovuta dalle persone fisiche.

Prima dell’invio, il contribuente ha la possibilità di poter effettuare la sua scelta all’interno della scheda unica individuando: 

– l’8 per mille del gettito Irpef allo Stato o a un’istituzione religiosa;

– il 5 per mille dell’Irpef a determinate finalità di interesse sociale;

– il 2 per mille della propria Irpef in favore di un partito politico.

L’Agenzia delle Entrate ricorda che anche quest’anno non ci sono alternative tra loro e possono essere individuate diverse scelte. 

Vediamo come. 

8 PER MILLE:  A CHI DESTINARLO 

In questo caso è possibile scegliere una sola Istituzione: la ripartizione dei fondi avviene in proporzione alle scelte espresse, ma se la quota non è attribuita viene devoluta alla gestione statale. 

 L’8 PER MILLE può essere destinato

–  allo Stato (a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario);

– alla Chiesa Cattolica (a scopi di carattere religioso o caritativo);

– all’Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero sia direttamente sia attraverso un ente costituito ad hoc);

– alle Assemblee di Dio in Italia (per interventi sociali e umanitari anche a favore dei Paesi del terzo mondo);

– alla Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e Valdesi) per scopi di carattere sociale, assistenziale, umanitario o culturale sia a diretta gestione della Chiesa Evangelica Valdese, attraverso gli enti aventi parte nell’ordinamento valdese, sia attraverso organismi associativi ed ecumenici a livello nazionale e internazionale;

– alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari o culturali in Italia e all’estero, direttamente o attraverso le Comunità ad essa collegate);

– all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (per la tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, per la promozione della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici, con particolare riguardo alle attività culturali, alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché ad interventi sociali e umanitari in special modo volti alla tutela delle minoranze, contro il razzismo e l’antisemitismo);

– alla Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale (per il mantenimento dei ministri di culto, la realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, scopi filantropici, assistenziali, scientifici e culturali da realizzarsi anche in Paesi esteri);

– alla Chiesa apostolica in Italia (per interventi sociali, culturali e umanitari, anche a favore di altri Paesi esteri);

– all’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero);

– all’Unione Buddhista Italiana (per interventi culturali, sociali e umanitari anche a favore di altri Paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto);

– all’Unione Induista Italiana (per sostentamento dei ministri di culto, esigenze di culto e attività di religione o di culto, nonché interventi culturali, sociali, umanitari ed assistenziali eventualmente pure a favore di altri Paesi).

5 PER MILLE:  A CHI DESTINARLO

Il 5 PER MILLE può essere destinato a una sola scelta. 

Oltre alla firma, dovrà essere indicato il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille. I codici fiscali dei soggetti ammessi al beneficio sono consultabili negli elenchi pubblicati.

Per destinare la quota del cinque per mille al comune di residenza è sufficiente apporre la firma nell’apposito riquadro.

2 PER MILLE: A CHI DESTINARLO

Il 2 PER MILLE può essere destinato: 

Il contribuente  può decidere di “destinare una quota pari al 2 per mille della propria imposta sul reddito a favore di uno dei partiti politici iscritti nella seconda sezione del registro di cui all’articolo 4 del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149, e il cui elenco è trasmesso all’Agenzia delle Entrate dalla ‘Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici” come riposta l’Agenzia delle Entrate.

Per esprimere la propria scelta contribuente dovrà inserire la propria firma nel riquadro della scheda, indicando nell’apposita casella il codice del partito prescelto”. La scelta può essere effettuata solo per un partito.

MODELLO 730/2019, LE SCADENZE DA RISPETTARE

photo credits | thinkstock

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