Pensioni, con Quota 100 assegni ridotti del 30%

di Fabiana Commenta

Arriveranno entro la fine del 2018 un milione di buste arancioni dell’INPS inviate ad altrettanti lavoratori per rendere noto l’estratto contributivo e la simulazione dell’importo della pensione futura sulla base di quanto versato. 

part time agevolato, pensione

E stando alle stime dell’Ufficio parlamentare di Bilancio su dati Inps l’introduzione di Quota 100 potrebbe coinvolgere circa 475mila potenziali beneficiari della riforma, 90mila nuovi assegni di vecchiaia, 74mila pensioni per lavoratori precoci, altri 60mila pensionati anticipati. 

Se la platea sembra essere molto ampia, è anche vero che L’Ufficio parlamentare rende nota la stime sulla quota 100 in fatto di pensioni lasciando serpeggiare una serie di dubbi sull’annunciata riforma. 

Quota 100 sì, ma con una riduzione pari a circa il 30% dell’importo della pensione: secondo le stime infatti chi uscirà dal lavoro con quota 100 percepirà un assegno pensionistico più basso di quello che avrebbe dovuto avere con l’età di vecchiaia. 

La riduzione potrebbe infatti oscillare con una riduzione compresa fra il 5 e il 30% dell’importo lordo dell’assegno pensionistico. 

S l’importo ridotto si allinea con la possibilità di aver anticipato il pensionamento, ci si chiede però perché si abbia a che fare proprio con il taglio del 30%?

Se si esce con quota 100, purché si abbiano 63 anni di età e 38 anni di contributi e anticipando di 5 anni l’uscita del lavoro rispetto all’età di vecchiaia che prevede il raggiungimento dei 67 anni nel 2019 e alla pensione anticipata come nella vigente legislazione che prevede 42 anni e 10 mesi di contributi che potrebbero diventare pari a 43 anni e tre mesi, è ovvio che nell’arco di questi 5 anni non si verseranno contributi di alcun genere andando quindi ad abbassare il livello deĺla pensione.

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