Meno permessi e distacchi sindacali per i dipendenti della Pubblica Amministrazione

di GianniPug Commenta

La decisione del governo è stata presa al fine di dimezzare le spese che fino ad oggi sono state investite in tali attività. Secondo i calcoli dei sindacati questa nuova misura interesserà almeno un milione di lavoratori italiani.

La riforma della Pubblica Amministrazione passa alla fase operativa e a partire dal 1 settembre 2014 si vedranno in atto le prime modifiche ufficiali previste dal decreto legge che porta la firma del Ministro Marianna Madia. Il Ministro ha infatti firmato una circolare che prevede il dimezzamento delle ore dedicate a permessi e distacchi sindacali nel pubblico impiego. 

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Per i dipendenti della PA quindi a partire dal mese di settembre ci saranno la metà delle ore da dedicare ad attività di informazione e consultazione sindacale – i permessi  che permettono di partecipare ad assemblee, riunioni, manifestazioni – e anche la metà delle ore dedicate ai distacchi, la formula che permette ai lavoratori di sospendere l’attività lavorativa per svolgere attività sindacale a tempo pieno o parziale.

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La decisione del governo è stata presa sempre per motivi che hanno a che vedere con la spending review, al fine di dimezzare le spese che fino ad oggi sono state  investite in tali attività. Secondo i calcoli dei sindacati questa nuova misura interesserà almeno un milione di lavoratori italiani.

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Ci saranno però anche delle eccezioni. Da queste nuove disposizioni saranno escluse le RSU, ovvero le Rappresentanze sindacali unitarie, e le Forze di Polizia ad ordinamento ad ordinamento civile e il corpo dei Vigili del Fuoco. Entro il 31 agosto quindi i sindacati interessati dovranno comunicare il nuovo assetto successivo per i distacchi e predisporre il rientro nelle amministrazioni dei dirigenti sindacali nel rispetto delle norme del contratto di lavoro. 

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