Governo, Salvini contro Trenta

di Fabiana Commenta

Festa della Repubblica e parata del 2 giugno fra le polemiche: tre ex generali avevano annunciato che avrebbero disertato la parata in evidente dissenso con la gestione delle Forse Armate da parte del Ministro della Difese, la pentastellata Elisabetta Trenta. Interviene anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che accusa il governo di “pacifismo d’accatto”. 

Flag of Italy

Penso che sia dovere di un ministro essere sempre e comunque al fianco delle proprie donne e dei propri uomini. Se qualcuno non c’è, evidentemente, è perché non ha sentito sempre questa presenza e questa vicinanza. 

Ha commentato il Ministro nella giornata di ieri. 

Lo sconto fra Difesa e Interno è sempre più teso anche per il ruolo svolto dalla Marina nelle operazioni di salvataggio dei migranti. E contro la ministra Trenta si schiera anche Giorgia Meloni che con n messaggio su Facebook denuncia di non essere stata invitata alla parata. 

Quest’anno non parteciperò alla parata del 2 giugno. Non è più possibile ignorare la vergognosa gestione della Difesa da parte del ministro Elisabetta Trenta. Non ultimo il tentativo di trasformare la tradizionale rivista su via dei Fori Imperiali in uno strumento di propaganda anti-militarista, ad uso e consumo della dialettica interna tra le forze di governo. 

Ma arriva la replica della Difesa che spiega che Meloni è stata invitata alla parata, ma che pretendeva un posto nella tribuna presidenziale, riservata ai rappresentanti delle istituzioni: 

Alla segreteria dell’onorevole Meloni, dietro esplicita richiesta della segreteria stessa, sono stati consegnati diversi inviti per partecipare alle celebrazioni del 2 giugno. Inviti ritirati stamani dai suoi collaboratori… Evidentemente l’onorevole Meloni intendeva dunque riferirsi al mancato riscontro ricevuto rispetto alla sua richiesta di sedere, appunto, nella tribuna presidenziale. Non da quest’anno, ma da anni i ‘capi’ dei partiti politici non ricevono più un invito speciale in virtù di esigenze organizzative. 

Scrive in una nota la Difesa. 

A cercare di placare ogni polemica è una nota dello Stato maggiore della Difesa che “si dissocia  da ogni polemica o presa di posizione personale che possa minare la coesione politico-istituzionale necessaria per il regolare svolgimento dei compiti propri delle Forze Armate. Da 73 anni il 2 giugno testimonia la scelta di democrazia e libertà che fecero gli italiani. Le Forze Armate sono preposte a salvaguardare quella scelta e interpretano il proprio ruolo nel pieno mandato costituzionale. Il 2 giugno deve essere un giorno di festa. Anche quest’anno la rivista, con il tema dell’inclusione scelto dal ministro della Difesa, vuole testimoniare come questa giornata rappresenti la festa di tutti, militari e civili che fanno parte delle componenti attive dello Stato, accumunati dagli stessi intenti e valori. 

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