Pene mancata presentazione dichiarazione dei redditi

di Fabrizio Martini Commenta

La Corte di Cassazione si è dovuta pronunciare su questo tema per via di un ricorso che era stato presentato. In particolare gli Ermellino hanno respinto il ricorso di una società che aveva omesso di presentare ben settanta dichiarazioni dei redditi per conto dei propri dipendenti.

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Nuova sentenza della Corte di Cassazione in materia fiscale, in particolare inerente la dichiarazione dei redditiLa Suprema Corte si è espressa con la sentenza n. 23123 dell’11 ottobre 2013 e ha stabilito che secondo quanto previsto dalla legge le norme per la condanna penale non possono essere automaticamente estese alla materia tributaria.

Da quanto si apprende dalla lettura della sentenza ciò comporterà una pena più severa per l’imprenditore nel caso in cui non presenti le dichiarazioni dei redditi dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito che per legge non si potrà applicare nei casi suddetti il cumulo giuridico delle sanzioni fiscali. Tale trattamento avrebbe infatti comportato un trattamento decisamente più mite nei confronti dell’imprenditore inadempiente, ovvero di colui che non presenta le dichiarazioni dei redditi dei propri dipendenti in azienda.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 23123 dell’11 ottobre 2013 si è occupata proprio di questo tema: l’impossibilità dal punto di vista giuridico di estendere le norme previste per la condanna penale direttamente alla materia tributaria.

La Corte di Cassazione si è dovuta pronunciare su questo tema per via di un ricorso che era stato presentato. In particolare gli Ermellino hanno respinto il ricorso di una società che aveva omesso di presentare ben settanta dichiarazioni dei redditi per conto dei propri dipendenti.

Precedentemente il Collegio di Legittimità aveva già avuto modo di pronunciarsi dichiarando che non trova applicazione alle aziende il cumulo giuridico previsto dall’art. 12 decreto legislativo 472/1997. Trova invece applicazione il concorso materiale tra violazioni commesse con più azioni od omissioni, senza che possa ancora ritenersi applicabile a tale ultima ipotesi, in via analogica, la normativa prevista all’art. 81 cpv. cod. pen. in tema di continuazione tra reati.

Tutto questo per via del fato che la differenza morfologica tra reato e illecito amministrativo non permette che le norme previste in materia penale possano essere estese tout court alla materia degli illeciti amministrativi.

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