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Restyling per il modello F24 con dati identificativi

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Gran parte dei pagamenti delle imposte avviene utilizzando il notissimo modello F24, che consente, fra l’altro, la compensazione di importi diversi a credito e a debito.
Ma, accanto ad esso, esistono anche diversi altri modelli di pagamento, adottati in una serie di situazioni particolari in cui il modello F24 appare inadatto.


Oltre all’inossidabile modello F23 previsto per alcune imposte indirette (imposta di registro, di bollo, di successione…) e ad altri modelli di minore frequenza d’utilizzo, l’attuale modulistica ha previsto per quasi due anni il modello “F24 IVA immatricolazione auto UE”, varato nel 2007.

L’ipotesi èassolutamente peculiare: la sua finalità  èstata soltanto fino ad oggi quella di consentire il versamento dell’IVA calcolata sui veicoli immatricolati nel nostro Paese dopo essere stati acquistati in un’altra nazione comunitaria. Poichè l’evasione fiscale in quest’ambito èsempre stata elevata, questo particolarissimo modello di pagamento èstato varato con lo scopo di combatterla.


In particolare, questo modello si caratterizzava per l’obbligo di indicare il numero di telaio di ogni veicolo: un dato per cui non c’ spazio nell’ordinario F24.
Abbiamo usato il passato perchè ormai questo modello ha fatto il suo tempo, sebbene potrà  essere ancora impiegato fino all’undici gennaio 2010.

Dato infatti che esso si èrivelato molto efficace, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di potenziarne l’utilizzo, sottraendo al ristretto campo dell’immatricolazione delle auto comunitarie ed estendendolo alle altre ipotesi individuate dalla legge in cui occorra indicare dati particolari che non trovano spazio nel modello F24 tradizionale.

Oltre ad alcuni interventi di restyling e aggiornamento nel contenuto, èstato modificato anche il suo nome: ora il modello si chiama “F24 versamenti con elementi identificativi”, e il primo nuovo campo di applicazione èofferto dalla regolarizzazione di colf e badanti clandestini.