Cgia di Mestre, l’impatto della manovra sulle imprese

di Fabiana Commenta

Un aggravio di gettito di 6,2 miliardi di cui 4,5 miliardi circa per le imprese non finanziarie e quasi 1,8 miliardi a carico di banche e assicurazioni: questo è quanto calcolato dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha calcolato gli effetti fiscali sulle imprese degli articoli presenti nel disegno di legge di Bilancio. 

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Le cose potrebbero andare meglio nel 2020, quando la crescita del prelievo si ridurrà a soli 374 milioni di euro e miglioreranno ulteriormente nel 2021 quando il sistema delle imprese, le banche e le assicurazioni potranno beneficiare di una diminuzione del prelievo fiscale per un importo di circa 1 miliardo di euro. 

Il malumore che serpeggia tra il mondo delle imprese trova una parte di giustificazione nei risultati che emergono da questa ricerca. In campagna elettorale, in particolar modo al Nord, oltre al tema della sicurezza e allo smantellamento della legge Fornero, Lega e 5 Stelle hanno riscosso un forte consenso tra gli elettori perché si erano impegnati a tagliare pesantemente le tasse. Se con questa manovra e col decreto sicurezza una buona parte di questi impegni è stata mantenuta, sul fronte della riduzione delle imposte, invece, le aspettative, in particolar modo dei piccoli e medi imprenditori, sono state clamorosamente disattese. 

Spiega il coordinatore dell’Ufficio Studi Paolo Zabeo che conferma che la pressione fiscale è destinata ad attestarsi al 41,8 per cento nel 2019 e che anche per il 2019 è stato bloccato l’aumento dell’Iva per un importo di 12,6 miliardi di euro.

Stangata in arrivo anche per le banche e le assicurazioni che molto probabilmente potrebbero rivalersi su correntisti e investitori. 

 

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