Spesometro, arrivano le lettere dell’Agenzia delle Entrate

di Fabiana Commenta

Sono in arrivo le lettere dell’Agenzia delle Entrate rivolte ai soggetti titolari di Partiva Iva che non risultino in regole con lo Spesometro. 

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Le lettere sono relative alla “comunicazione per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei soggetti titolari di partita IVA per i quali emergono delle differenze tra il volume d’affari dichiarato e l’importo delle operazioni comunicate dai contribuenti”. In sostanza se quanto dichiarato e quanto comunicato non coincide, l’Agenzia offre comunque la possibilità di poter aderire spontaneamente al ravvedimento volontario per ridurre l’evasione. 

Come previsto dall’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 l’Agenzia “mette a disposizione di specifici contribuenti soggetti passivi IVA – con le modalità previste dal presente provvedimento – le informazioni derivanti dal confronto tra i dati comunicati dai contribuenti stessi e dai loro clienti soggetti passivi IVA da cui risulterebbe che tali contribuenti abbiano omesso, in tutto o in parte, di dichiarare il volume d’affari conseguito”.

In sostanza, i soggetti titolari di partita iva che ricevono le lettere di avviso, dovranno prendere atto della diversità delle entrate e delle spese e potranno fornire da parte loro una serie di “elementi, fatti e circostanze” sconosciute all’Agenzia con l’obiettivo di poter “giustificare la presunta anomalia”. Nel caso in cui quanto dichiarato sia effettivamente diverso da quanto incassato e risultino evidenti differenze, il contribuente avrà la possibilità di poter operare il ravvedimento spontaneo mettendosi in regola. Come previsto, per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute viene applicata la sanzione amministrativa di 2 euro per ogni fattura, entro il limite massimo di euro 1.000 per ogni trimestre.

 

 

SPESOMETRO 2018, RAVVEDIMENTO E SANZIONI

 

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