Roma, capitale del turismo sleale

di Fabiana Commenta

Roma diventa la Capitale del turismo sleale: un triste primato per la città eterna dove il sommerso nel turismo sembra aver ormai superato i limiti con conseguenze per i consumatori, la collettività, ma anche per il mercato.

Questo il monito lanciato dal presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca in occasione della 67esima Assemblea Generale di Federalberghi che si è tenuta a Rapallo.

Interessante dal fenomeno della shadow economy, non solo Roma con 25.743 alloggi, ma anche Milano con 14.523, Firenze con 6.992 e Venezia con 5.973. 

Tra le regioni resta al primo posto la Toscana con 34.595 alloggi seguita dal Lazio con 32.663, dalla Lombardia con 25.148 e dalla Sicilia con 23.020.

La shadow economy è dilagante danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. Entrambe le categorie sono esasperate dal dilagare della concorrenza sleale che inquina il mercato. 

Spiega Bocca facendo notate che gli alloggi in affitto per i turisti continuano ad aumentare in Italia: solo ad aprile erano disponibili su Airbnb 214.483 alloggi italiani con una crescita esponenziale. Ma se il fenomeno appare inevitabilmente in crescita, è anche vero che almeno 110.000 di questi alloggi sfuggono a ogni tipo di controllo danneggiando tutte le altre strutture e che le altre strutture che lavorano nello stesso merito sono probabilmente addirittura il doppio.

Il problema poi è che soluzioni del genere finiscono per danneggiare gli esercenti tanto che la Federalberghi ha messo in evidenza le contraddizioni dell’attuale sviluppo degli affitti brevi rispetto ai valori fondanti della “vera” sharing economy.

Non è infatti vero che si condivide l’esperienza con il titolare, la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all’affitto di interi appartamenti.

Non è vero che si tratta di attività occasionali visto che la maggior parte degli appartamenti sono disponibili oltre sei mesi l’anno.

Non è vero che sono forme integrative del reddito perché sono attività a tutti gli effetti.

Le nuove formule non compensano la mancanza di offerta perché la maggior parte delle proposte di alloggi presenti su Airbnb si concentra nelle grandi città e nelle principali località turistiche dove abbondano gli esercizi alberghieri.

 

photo credits | thinkstock

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