Pace fiscale 2019, i tre livelli previsti

di Fabiana Commenta

Si parla tanto di Pace fiscale 2019 e nel dettaglio della proposta della Lega che ha consegnato i questi giorni al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, la bozza di un intervento strutturato sulle cartelle esattoriali. La nuova pace fiscale dovrebbe essere piuttosto diversa da quella di qualche anno fa e dovrebbe avvicinarsi soprattutto al concetto di rottamazione ter.

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Di fatto l’obiettivo principale resta quello di riduzione delle imposte dovute e relative sanzioni e interessi a carico di privati e imprese che hanno pendenze con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, ex Equitalia. 

Stando alle anticipazioni, il nuovo piano si articolerebbe in tre diverse fasi che coinvolgono le cartelle esattoriali, gli accertamenti fiscali in corso o potenziali e le liti tributarie in tutti e tre i diversi gradi di giudizio. 

In ogni caso tutte e tre le fasi presentano anche tre diversi livelli di operatività, ma  è certo che la pace fiscale garantirà riduzioni di debito che verranno basate sulla reale capacità economica del debitore e sull’importo della lite. 

Il primo livello è relativo alla fase di pre-accertamento:  in questa fase è necessario regolarizzare versando tramite ravvedimento operoso  il 15% sulla parte incrementale delle imposte dirette dovute e terminando con il saldo dell’IVA. 

La seconda fase di accertamento si sposta invece nell’ambito dei processi verbali di constatazione della Guardia di Finanza e negli avvisi di accertamento. In questo caso è possibile mettersi in regola tramite l’accertamento con adesione, pagando pertanto il debito, ma senza andare a cancellare le sanzioni e gli interessi di mora che restano a carico del contribuente.

La terza fase è quella relativa al contenzioso tributario. In questo caso invece non si andrebbero a pagano sanzioni e interessi di mora, ma si concorderebbe direttamente uno sconto forfettario sulle somme dovute e in base al parere del giudice. 

PACE FISCALE IN ARRIVO DOPO L’ESTATE?

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