Decreto fiscale, i dettagli della rottamazione-ter

di Fabiana Commenta

Prevista una nuova rottamazione, detta anche rottamazione ter delle cartelle e definizione agevolata per le liti pendenti con l’Erario: questo è quanto consentirebbe la pace fiscale contenuta nella bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. 

La pace fiscale firmata 5S-Lega prevederebbe la rottamazione-ter che consentirebbe di avere a disposizione cinque anni per poter sanare le cartelle consegnate alle Entrate nel 2000-2017 per ricorrere a compensazioni, senza dover pagare sanzioni o interessi di mora. 

La rottamazione potrebbe coinvolgere fino al 70% degli italiani vista la maggiore estensione temporale consentita che prevede 5 anni a fronte di 1 e una maggiore dilazione dei pagamenti che possono arrivare fino a 6 mesi. 

Previsto il pagamento in dieci rate semestrali, al 31 luglio e al 30 novembre di ciascun anno e usufruendo di un tasso di interesse molto ridotto, pari allo 0,3%, rispetto a quello del 4,5%. Per aderire alla nuova definizione agevolata car necessario presentare la domanda entro il 30 aprile 2019 e si prevede che la pace fiscale possa consentire un gettito di 11 miliardi in cinque anni, circa 2,2 miliardi l’anno all’erario statale. 

Sarà possibile sanare i ruoli che riguardano Iva, Irpef, Irap, contributi Inail e Inps non versati e multe stradali assegnate all’Erario dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 andando in tal modo ad ampliare la platea di chi non risulta in regola a causa di difficoltà economiche, di sospetti evasori che hanno ricevuto un accertamento della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate.

Prevista anche la definizione agevolata per le liti pendenti con l’Erario in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio.

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