Corte dei Conti, allarme per la rottamazione delle cartelle

di Fabiana Commenta

Un buco da ben 9,6 miliardi di mancati versamenti che sono ancora attesi dalle casse dell’Erario: questa è l’allerta lanciata dalla Corte dei Conti commentando i coti pubblici.

Il problema è il diffondersi e “l’affermarsi di condotte fiscali che si risolvano nel mancato pagamento delle imposte evidenziate nelle dichiarazioni tributarie”: e il buco si registra anche con la rottamazione delle cartelle esattoriali, una delle strategie ultimamente più usate dallo Stato per poter recuperare entrate fiscali.

Ma anche con la rottamazione, sembra che le entrate dello Stato siano più basse rispetto a quelle previste: su 17,8 miliardi di introiti attesi in seguito alla richiesta della definizione pervenute, sono stati riscossi solo 6,5 miliardi e anche calcolando la parte rateizzata che è ancora da riscuotere, pari a circa 1,7 miliardi con tanto di interessi, risulta essere di 9,6 miliardi la quota di versamenti omessi con conferma Ermanno Granelli, presidente di sezione Corte dei Conti, nella Relazione sul rendiconto dello Stato.

Il risultato è decisamente negativo e comincia a mettere seriamente in discussione tutte le modalità pensate (la rottamazione) delle posizioni fiscali pendenti che vengono offerte al contribuente assicurando l’extragettito allo Stato.

Alla luce di quanto evidenziato dalla Corte dei Conti restano quindi tutte da rivedere le ipotesi della pace fiscale, ma anche del condono di Equitalia per le cartelle entro i 100mila euro che è stato recentemente proposto da Salvini.

Il problema evidenziato da Granelli sta nel fatto che le misure di rottamazione  agevolata delle cartelle risultano essere quasi del tutto inefficaci con gli effetti di ritardare semplicemente le procedure esecutive, ma senza riuscire concretamente a incassare l’intero debito pendente dato che i contribuenti continuano a non pagare.

ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE, È BOOM DI ADESIONI 

photo credits | think stock

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