Le lobby danneggiando i consumatori, non soltanto negli USA

di GianniPug Commenta

Le lobby sono importantissime per fare pressione sul Governo e negli Stati Uniti sono addirittura considerate un attore dell’economia e della politica alla stregua dei partiti. Tuttavia l’effetto delle azioni delle lobby non va in direzione dei consumatori che, soprattutto se a medio reddito, sono penalizzati da questi gruppi. 

In questo momento negli USA, la campagna elettorale che oppone Hillary Clinton a Donald Trump, sta facendo emergere nel dibattito pubblico, alcuni argomenti importantissimi per i cittadini. Uno di questi è l’influenza delle lobby nel commercio e gli effetti dei meccanismi di pressione sull’economia domestica.

Ebbene, da tutta la discussione viene fuori che sia l’una che l’altro candidato alla Casa Bianca non sono propensi alla stipula degli accordi commerciali internazionali perché imporrebbero un numero eccessivo di paletti imbrigliando lo sviluppo economico del Paese. Tuttavia la Clinton ha promosso il TTIP quindi ora, la sua avversione per gli accordi internazionali, sembra un po’ forzata. Ma questi sono dettagli squisitamente politici che c’interessano marginalmente.

Molto importante invece è la questione dei dazi che sono introdotti generalmente dal paese che vuole scoraggiare l’importazione dell’estero e favorire la produzione interna. I dazi sono fondamentali quando si vuole contrastare la concorrenza delle imprese straniere favorendo lo sviluppo dell’industria e del mercato interno. Tuttavia questi dazi, sostenuti dalle lobby nazionali, non fanno certo un favore ai consumatori.

Un aumento delle imposte sulle importazioni annulla lo sviluppo economico delle imprese che per resistere alla concorrenza, non potendo allargare il loro parco consumatori, devono applicare un rincaro dei prezzi di beni e servizi. Oltre al fatto che è frenata la crescita economica, sono così sfavoriti tutti i consumatori a medio reddito.

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