Diritto di proprietà

di Giuseppe Aymerich Commenta

La proprietà non è solo la principale dei diritti reali, ma è certo uno dei diritti più importanti del nostro ordinamento..

La proprietà non è solo la principale dei diritti reali, ma è certo uno dei diritti più importanti del nostro ordinamento, tutelata anche dalla Costituzione.

Ma cosa si intende, esattamente, con “proprietà”? Possiamo definirla come il diritto di godere di un dato bene; questo significa il potere tutelato dalla legge di impiegare e consumare il bene, di spostarlo, di dividerlo, di cederlo o donarlo a terzi, perfino di distruggerlo o lasciarlo inutilizzato.

Il godimento sul bene avviene in maniera piena ed esclusiva a favore del proprietario, nei limiti che ci apprestiamo a descrivere.


Come ogni diritto reale, anche la proprietà è esercitabile erga omnes, e dunque nessuno può impedire ad un proprietario di fare quel che vuole dei propri beni. Questo, però, con due limiti: i diritti delle altre persone e i paletti fissati dalla legge nell’interesse generale.

In merito al primo punto, per fare un esempio banale, chi è proprietario di una radio può ascoltare la musica ma non ad un volume tale da disturbare i vicini di casa; in merito al secondo e ricorrendo ad un altro esempio banale, non si può fare quel che si vuole di un’arma di proprietà, ma occorre, fra le altre cose, tenerla smontata e rinchiusa in luogo sicuro.

La proprietà presenta alcune caratteristiche peculiari, messe in luce dagli esperti di giurisprudenza. Ad esempio, essa costituisce un diritto perpetuo e imprescrittibile; inoltre, è un diritto indipendente: non è possibile che lo stesso bene sia di proprietà contemporaneamente di più persone.


Semmai è possibile la comproprietà (o comunione), ma è un discorso differente: i comproprietari, infatti, sono, ciascuno indipendentemente dall’altro, proprietari soltanto di una quota del bene in oggetto, mentre è impossibile che tutti loro siano proprietari dell’intero bene.

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