Voucher 2017, come cambiano i buoni lavoro INPS

di Fabiana Commenta

Introdotti con il Jobs Act del Governo Renzi, i voucher, buoni Inps per pagare i lavoratori subiranno qualche cambiamento nel 2017 e saranno sottoposti a nuove regole e restrizioni per limitarne un uso improprio.

voucher inps

E se da una parte la giunta Appendino a Torino decide di utilizzare i voucher per pagare i mediatori culturali (giustificando la propria scelta all’insegna della continuità con la giunta precedente), la Cgil propone un referendum per l’abolizione dei voucher nel 2017 che sarebbero stati utilizzati come un vero e proprio strumento sostitutivo dei regolari contratti di lavoro finendo per favorire il calo dei contratti regolari.

I numeri di voucher venduti nel 2016 (oltre 160 milioni) confermerebbero questo improprio. Ma vediamo come cambia l’emissione dei buoni Inps da 10, 20 o 50 euro.

INPS, I NUOVI VOUCHER

I committenti di lavoro dovranno effettuare una comunicazione preventiva dell’uso dei voucher, pena pesanti sanzioni. Mentre si valutano proposte concrete di modifica o eliminazione totale dei voucher che potrebbero essere utilizzati solo ed esclusivamente per la retribuzione di specifici gruppi di lavoratori, vale a dire studenti, cassintegrati, pensionati, non manca qualche ridimensionamento.

INPS VENETO LAVORO: I VOUCHER VANNO ABOLITI

Nel 2017 i voucher Inps potranno essere utilizzati per la retribuzione di lavori domestici, agricoltura o lavori occasionali di studenti e giovani con età inferiore ai 25 anni. Escluso quindi il settore occupazionale dell’edilizia, guarda caso quello in cui è registrato un abuso indiscriminato di voucher da parte del datore di lavoro.

Le nuove regole sui voucher 2017 implicano anche i limiti (in realtà si tratta di un innalzamento) di retribuzione annuale che non potrà superare l’importo di 7 mila euro di compenso tramite buoni lavoro Inps.

Confermata invece la tracciabilità dei voucher attraverso l’obbligo da parte dei committenti di comunicare (via sms o via mail) alla sede dell’Ispettorato del lavoro competente del territorio i dati anagrafici del lavoratore, il luogo e le date e gli orari di inizio e fine della prestazione (può essere valido al massimo per tre giorni) entro almeno 60 minuti prima che il lavoro abbia effettivamente inizio.

Rispondi