Lavoro e formazione continua

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Il lavoro in Italia scarseggia, specie quando si parla dei giovani. Attualmente, infatti, l’Italia presente un tasso di disoccupazione complessivo inferiore alla media europea, ma la disoccupazione giovanile è tale che circa un giovane su tre è a spasso.

Il lavoro in Italia scarseggia, specie quando si parla dei giovani. Attualmente, infatti, l’Italia presenta un tasso di disoccupazione complessivo inferiore alla media europea, ma la disoccupazione giovanile è tale che circa un giovane su tre è a spasso.

Servono quindi nel nostro Paese non solo politiche per il lavoro, ma anche per la formazione al fine di fare in modo che i giovani possono avere quelle qualifiche e quella specializzazione tale da intercettare la domanda di lavoro da parte delle imprese.



RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO PER ESSERE COMPETITIVI

Inoltre, trovato un lavoro occorre che la formazione del dipendente non solo sia continua, ma anche permanente; in periodi di crisi come quelli attuali anche mantenere un posto di lavoro è altrettanto difficile. Basti pensare alle donne in maternità e, in generale, alla necessità di adottare su scala nazionale politiche di conciliazione lavoro e famiglia anche con il sostegno e, quindi, con l’ausilio di risorse statali.

FORMAZIONE GRATUITA DIPENDENTI ENTI LOCALI

Nel complesso per i giovani si deve partire dalla scuola, adottando politiche di contrasto alla dispersione scolastica, e poi si deve passare alla formazione che agevoli l’ingresso nel mondo del lavoro. Al riguardo servono anche sistemi e criteri di certificazione delle competenze, così come per i migranti sono necessarie politiche per la cittadinanza e per l’apprendimento delle lingue. Il tutto poi deve essere corredato da incentivi ed investimenti per la formazione visto che solo puntando sul sapere e sulla conoscenza l’Italia può rimanere un Paese competitivo sui mercati internazionali.

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